Ai Miracoli don Ernest Simoni, testimone di vita

I 90 anni compiuti non fermano don Ernest Simoni, unico sacerdote ancora vivente che può testimoniare la persecuzione del regime di Enver Hoxha in Albania. L’impressione infatti è che sia propria la voglia di far conoscere ai giovani la sua storia – così drammatica da aver fatto piangere papa Francesco che nel 2014 lo incontrò per la prima volta nella cattedrale di Tirana – a permettere a questo prete, incardinato nella diocesi di Firenze, di girare le varie diocesi d’Italia in un ciclo di incontri pressoché senza sosta. Don Ernest Simoni, che continua a farsi chiamare così nonostante nel 2016 sia stato creato cardinale, si trova in questi giorni a Roma e sabato prossimo 13 aprile farà tappa anche al santuario dei Miracoli gestito dai padri betharramiti. Nella chiesa di piazza del Popolo celebrerà la messa alle ore 10,30 e poi darà la sua testimonianza: entrato a 10 anni nel collegio francescano del suo paese natale, fu espulso insieme agli altri novizi nel 1948 quando il regime comunista di Hoxha (che definì l’Albania il «primo stato ateo al mondo») chiuse tutti i conventi. Fatto arruolare forzatamente, terminò gli studi teologici clandestinamente e fu ordinato prete nel 1956; arrestato dalle autorità nel 1963 per il solo fatto di essere sacerdote, fu torturato e condannato a morte finché la pena non venne commutata in 25 anni di carcere e lavori forzati, che concluse in regime di semilibertà dal 1981. «Hanno fatto di tutto per eliminarmi – ha spiegato in una recente intervista don Ernest – ma il Signore non mi ha mai abbandonato. Ero stato condannato a morte per impiccagione ma Dio mi ha salvato».