«Aiutaci a partire»: l’appello di padre Titti ai lissonesi

«Aiutaci a partire»: s’intitola così il progetto pensato dalla Comunità pastorale di Lissone per la quaresima dell’anno santo della Misericordia. Tra le due iniziative che la Chiesa della città vuole sostenere c’è anche la missione betarramita di Niem, dove da quasi 30 anni opera un lissonese doc come padre Tiziano Pozzi. In particolare, con i fondi raccolti nelle parrocchie del Comune brianzolo, si sosterrà la costruzione del blocco operatorio adiacente al dispensario dove opera il missionario e le suore di San Carlo Rita e Morena che rientreranno definitivamente a Lissone il prossimo maggio. Lo scorso giovedì 3 marzo lo stesso padre Tiziano – ancora per qualche giorno in Italia – ha raccontato ai lissonesi il suo sogno presso la parrocchia Cuore Immacolato di Maria. Il blocco operatorio «Londo mo tambula» (che in italiano significa «Alzati e cammina») sarebbe un vero salto di qualità per il villaggio di Niem in quanto permetterebbe di svolgere in loco piccoli interventi chirurgici, evitando a molte persone malate di fare un lungo viaggio (su strade dissestate e ancora pericolose, per via della guerra civile) per arrivare in città. Ad oggi il blocco operatorio – che sarà intitolato a Isa, la sorella di padre Tiziano scomparsa prematuramente – è fermo alle mura interne e perimetrali. Dall’Italia i volontari stanno raccogliendo materiale per poter proseguire i lavori, dopo il periodo delle piogge, con la realizzazione di sale di accoglienza, degenza, locali spogliatoi, aree di lavaggio di strumenti, lavanderia, farmacia, magazzino e ovviamente la vera e propria sala operatoria. Impianti idrici, illuminazione, aria condizionata e apparecchiature: gli interventi ancora da fare sono tanti e costosi, ma la città di Lissone vuole fare la sua parte. Anche i bambini e i ragazzi stanno sostenendo padre Tiziano mettendo in una bottiglietta i loro risparmi.