Bétharram, madre Elvira e il Paraguay

L’Italia e il Paraguay, Betharram e madre Elvira: mondi apparentemente distanti che finiscono però per trovare tra loro più di un punto di contatto. I padri del Sacro Cuore infatti si sono recentemente “incontrati” con la Comunità Cenacolo, una fraternità per giovani nata trent’anni fa in una casa abbandonata di Saluzzo in provincia di Cuneo grazie a suor Elvira Petrozzi consacratasi presso le suore della carità di santa Giovanni Antida Thouret. La suora – che oggi ha 81 anni – insieme a volontari e tante famiglie si è dedicata per tutta la vita ai ragazzi, soprattutto a quelli soli e caduti nel vortice della droga, e oggi la sua esperienza – riconosciuta come associazione di fedeli di diritto pontificio –  continua a livello internazionale in oltre 60 fraternità sparse in 18 Paesi del mondo. Sebbene il Cenacolo non sia presente in Paraguay dove invece operano i padri di Bétharram, diciassette ragazzi paraguaiani sono stati accolti dalle fraternità fondate da suor Elvira in Argentina e Brasile per un percorso di riabilitazione. Tra il 20 e il 21 gennaio scorsi proprio per i genitori di questi ragazzi è stato organizzato un ritiro in Paraguay che è stato ospitato nella casa “Nostra Signora di Bétharram” a Lambarè. Un collegamento logistico che permette però di confrontare due esperienze:  anche per i preti del Sacro Cuore in l’America latina infatti l’attenzione ai giovani è centrale e si concretizza sia in esperienze formative sia in progetti di assistenza alle nuove generazioni. Tra gli altri, ricordiamo il recente progetto “Ponte Speranza” che proprio il missionario italiano Angelo Recalcati ha attivato nel vicino Uruguay per combattere la piaga del suicidio giovanile e per guidare i ragazzi alla ricerca di un senso per la vita e alla scoperta della fede, come fa suor Elvira nelle sue comunità di tutto il mondo.