“Ciò che mi possiede”: le poesie del betarramita in libreria

È arrivato ed eccolo pronto, tutto fresco di stampa, per essere letto e apprezzato da molti. Stiamo parlando dell’antologia di poesie inedite vergate dalla mano del padre betarramita Ezio Soroldoni, giovane sacerdote scomparso prematuramente nel lontano 1964 (di lui avevamo già parlato qui, anticipando un articolo sull’ultimo numero della rivista Presenza). Proprio in questi giorni seicento copie sono uscite dalla tipografia per arrivare nelle mani trepidanti degli addetti ai lavori, i quali si sono definiti «molto soddisfatti». Certo, il nuovo volume – curato dal centro Betagorà, sponsorizzato dal Vicariato d’Italia ed edito da Àncora – è una pubblicazione un po’ sui generis per la famiglia betarramita. «Ciò che mi possiede» infatti – questo il titolo in copertina – non è un saggio di spiritualità e nemmeno un testo storico come tanti se ne sono pubblicati negli anni, bensì una raccolta di poesie. Non nascondiamo dunque la stranezza dell’opera che in primis si rivolge senz’altro ai laici che ne apprezzeranno – come d’altronde hanno già fatto importanti critici – la straordinaria bellezza letteria. Tuttavia i versi del Soroldoni – confezionati insieme a un profilo della sua persona e a una serie di testimonianze di chi l’ha conosciuto – restituiscono ai betarramiti, in tutta la sua pienezza, la figura di un confratello apprezzatissimo e dal riconosciuto spessore morale.

 

Per avere copia del libro, al prezzo di copertina di euro 10, contattare betagora@betharram.it.