Com’è cambiato il volontariato a Villa del Pino

Com’è cambiato il mondo del volontariato a livello nazionale, lo racconta partendo dal particolare il numero tre del giornalino del Mosaico, appena pubblicato (qui). Proprio riflettendo sull’esperienza precisa di una casa-famiglia che da venticinque anni si occupa di persone in Aids, infatti, ci si riesce a fare un’idea delle motivazioni che hanno cambiato la dimensione del servizio. A differenza dei primi anni, per esempio, quando bisognava limitare il campo d’azione dei volontari con rigidi turni per tutelare la serenità della Casa, oggi agli amici di Villa del Pino rimasti in un numero meno consistente viene chiesto di mettere al servizio la propria competenza in modo gratuito: in altre parole, il volontario della prim’ora aveva quindi buona volontà e tanto da imparare, nella casa-famiglia oggi ha molta professionalità ma meno tempo da investire al capezzale dei malati. Una situazione diversa, non peggiore, come spiega padre Mario Longoni che in un botta e risposta delinea il nuovo profilo del volontario. Nelle pagine del giornalino, c’è spazio poi per alcune belle storie di famiglia: gli ospiti hanno ripreso a organizzare il tempo libero con gite e uscite varie (tra cui una memorabile partita a bowling), mentre  le rifugiate siriane ospitate nella casetta nel giardino di Monte Porzio hanno invitato i padri betharramiti per un caffè e per raccontare la loro storia seduti al tavolo della cucina.