Cosa dice il generale sui missionari italiani

 

p. Gaspar Fernandez – Superiore Generale

Lo scorso 8 luglio, presso la comunità di Albiate,  i religiosi del Vicariato d’Italia si sono riuniti per celebrare i 65, 60, 55, 50 anni di professione o di ordinazione sacerdotale di alcuni confratelli.  De l tutto particolare è stata la celebrazione del giubileo d’oro di sacerdozio di cinque religiosi: padre Ennio Bianchi, Alberto Pensa, Luigi Speziale, Arialdo Urbani e Mario Zappa.
La caratteristica di questo  gruppo è che solo padre Ennio Bianchi ha esercitato la sua missione in Italia, mentre gli altri quattro  sono stati missionari ad gentes: padre Pensa in Thailandia, padre Speziale in Terra Santa, padre Urbani in Thailandia, Brasile, Costa d’Avorio e Repubblica Centrafricana e padre Zappa, dopo il suo ministero come formatore dei giovani e come consigliere generale, pure in Centrafrica.
La Congregazione deve essere molto riconoscente per  lo spirito missionario del Vicariato d’Italia. Non potrà mai dimenticare i tre missionari betarramiti italiani espulsi dalla Cina: i padri Severino Fognini, Luigi Gusmeroli e Gioacchino Spini. Quest’ultimo, prima di essere espulso, è stato imprigionato per alcuni mesi insieme a monsignor Lacoste e a suor Albina, sorella di padre Giovanni Trameri.
Oltre a padre Pensa, continuano a spendere la loro vita nella chiesa di Thailandia i padri Ugo Donini, Raimondo Perlini e Carlo Luzzi.
Come non ricordare i molti missionari italiani partiti per  l’America Latina, dove vivono e operano ancora padre Tobia Sosio in Paraguay, padre Gian Carlo Monzani in Argentina, padre Angelo Recalcati  in Uruguay e padre Aurelio Riva in Brasile.
Nel 1986 la Provincia Italiana ha fondato la missione di Niem  nella Repubblica Centrafricana con padre Arialdo Urbani e padre Antonio Canavesi. Insieme al  lavoro di evangelizzazione, si è sviluppata la promozione umana sia nel campo sanitario con la costruzione del dispensario in cui opera padre Tiziano Pozzi, missionario e medico, sia nel campo della formazione con la creazione delle scuole di villaggio. La missione nel cuore del continente africano si è poi ampliata con l’arrivo di padre Beniamino Gusmeroli nella parrocchia di Fatima a Bouar, dove sono state  realizzate nuove scuole  di villaggio. Qui – con l’aiuto della Caritas –  si promuove anche il lavoro agricolo attraverso  l’annuale fiera agricola e altre attività a sostegno dei contadini.

La realtà missionaria africana si è ampliata nel 2010 con l’apertura a Bouar del Centro  “Saint Michel”, di proprietà della congregazione, dove fratel Angelo Sala coordina il lavoro di  prevenzione e cura dei malati di Aids e dove padre Mario Zappa collabora alle attività del Centro e della parrocchia di Fatima.
Negli ultimi anni hanno iniziato la loro collaborazione in Centrafrica  alcuni religiosi della Costa d’Avorio: fratel Gilbert a “Saint Michel”  si occupa delle coltivazioni e dell’allevamento per i consumi della casa; padre Marius, fino ad oggi incaricato dei  giovani in formazione e ora richiamato in Costa d’Avorio,, verrà sostituito nel lavoro da fratel Armel. Da ultimo padre Arsène è vicario di padre Beniamino nella parrocchia di Fatima.
Non possiamo dimenticare poi il lavoro di padre Enrico Frigerio che, durante i primi anni della fondazione  in India, ha curato la formazione delle prime vocazioni, molte delle quali oggi sono diventate a loro volta missionarie.
Questo lavoro missionario è supportato dagli aiuti economici di molti laici e famiglie, dal lavoro di molti volontari che offrono il loro tempo e competenze per servizi specifici  e concreti nei differenti luoghi di missione. Tutto questo con il coordinamento e l’animazione missionaria di padre Piero Trameri.

Con la forza del carisma del Verbo Incarnato, assimilato da molti fratelli e proiettato nel loro lavoro missionario, la gioia del Vangelo ha raggiunto molti uomini e donne che hanno così conosciuto Gesù, Figlio diletto del Padre e servo degli uomini. Tutti sappiamo “che  non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni, non è la stessa cosa poterlo ascoltare o ignorare la sua Parola, non è la stessa cosa poterlo contemplare, adorare, riposare in Lui, o non poterlo fare. Non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione”. (E.G. 266)

padre Gaspar Fernandez – Superiore Generale