Don Milani: l’omaggio di Albavilla

Cinquant’anni or sono scompariva don Lorenzo Milani e anche i betharramiti, nel loro piccolo, hanno voluto celebrare questo importante anniversario. Padre Giuseppe Lietti ha dunque invitato il giornalista Roberto Beretta nella cappella del Centro San Giuseppe di Albavilla per un incontro sulla figura del sacerdote di Barbiana, la cui fortuna – dopo anni di in cui la sua persona è stata molto discussa anche in ambiente ecclesiale –  è oggi sotto gli occhi di tutti ed è culminata giusto pochi giorni fa con la visita di papa Francesco alla scuola del Priore. Ai presenti Beretta ha illustrato la figura di don Milani in chiave «civile», evidenziando un aspetto ancora poco noto del prete di Barbiana: dagli scritti e dalle dichiarazioni di don Milani, infatti, si capisce che l’attività di educatore per la quale divenne celebre, interessava al prete fiorentino prima di tutto in quanto bisogno umano dei suoi ragazzi. Diceva: «Io ho fiducia nelle leggi degli uomini… Come maestro civile sto dando una mano anch’io a migliorale… Tutto questo è un irreversibile avvicinarsi alla legge di Dio» e intendeva – in altre parole – che la sua attività era innanzitutto «civile» e che mirava cioè a creare cittadini consapevoli prima che buoni cristiani. Per don Milani l’evangelizzazione si muoveva dunque su un piano umano, più che strettamente religioso: a quell’epoca e in quel contesto, dare a giovani analfabeti gli strumenti culturali crearsi una propria opinione era per lui la chiave per fare di loro degli uomini, e poi –  quasi naturalmente, senza bisogno né di forzature né di dottrina specifica – anche dei buoni cristiani.