«Grazie padri, ma il vostro carisma non lo dimentichiamo»

Li hanno convocati tutti alla messa di sabato 1 ottobre, i bravi parrocchiani dell’unità pastorale di Montemurlo che hanno voluto sancire in maniera ufficiale e con un’ultima celebrazione insieme l’addio dei padri betarramiti alla città. La decisione (che avevamo già raccontato qui) ha colpito molto i fedeli che dal 1980 hanno visto passare 20 sacerdoti del Sacro Cuore e che ora salutano tutti con particolare affetto. Sì, perché è proprio un ringraziamento che viene dal cuore quello che si legge nelle parole recitate da laici più e meno giovani durante la celebrazione di sabato scorso alla quale, oltre ai padri Maurizio Vismara, Pietro Villa e Simone Panzeri, erano presenti il superiore generale Gaspar Perez e gli ex parroci Albino Trameri, Natale Re, Alessandro Locatelli. I ragazzi – un gruppo molto attivo – hanno riconosciuto la «dedizione e lo zelo» dei padri che hanno «guidato tante generazioni di giovani montemurlesi nel duro ma gioioso cammino della fede» secondo «i carismi propri della congregazione», cioè con «chiarezza, equilibrio, solidità nella trasmissione della Parola e della dottrina» ma anche con «profonda umanità». Nel loro lungo intervento, invece, gli adulti montemurlesi hanno detto: «Siamo alla soglia di un cambiamento epocale. Non si tratta di un semplice cambio ma di una congregazione di preti che lascia definitivamente Montemurlo. Nel corso di questo lungo periodo, molti di noi si sono avvicinati alla Chiesa avendo come modello dei sacerdoti con uno stile di vita dettato da un profondo senso di appartenenza al cuore di Cristo. Noi ci rifiutiamo di pensare che tutto finisce qui. Guardando al futuro dobbiamo mettere a frutto gli insegnamenti dei pastori che si sono avvicendati, ognuno con il proprio carisma, ma soprattutto per l’amore che ognuno di loro dimostra nei confronti di Cristo. Nel corso di questi anni, abbiamo conosciuto anche dei missionari e abbiamo messo in atto tante iniziative, adozioni scolastiche a distanza, materiale didattico, latte per neonati, apparecchiature per la sala operatoria da costruire… Nel futuro non ci dobbiamo dimenticare di loro, perché significherebbe venire meno alla carità». Infine in coro, da ognuno, sale un grande grazie ai padri betarramiti che per tanti anni hanno trovato casa in questa comunità.

 

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