I capitolari scrivono ai laici: «Superiamo le rivalità»

Il capitolo generale è ormai finito da qualche mese ma quanto accaduto a San Bernardino è ancora in fase di divulgazione. Quanto si apprende dal foglio di notizie della NEF, in uscita oggi, è quindi di una lettere “spedita” metaforicamente dai padri capitolari ai laici betharramiti di tutto il mondo. Un discorso teorico che ribadisce l’appartenenza non esclusiva al «carisma dell’Incarnazione» da parte dei padri e chiarisce che «l’evangelizzazione, la missione, l’educazione dei bambini e giovani e di una feconda pastorale familiare» non sono attività riservata ai religiosi. I capitolari aggiungono che  «bisogna superare certe resistenze e rivalità in alcune comunità religiose e in alcuni gruppi di laici», essendo «consapevoli che senza i laici le nostre risposte sarebbero limitate e insufficienti» ma anche che «non è possibile, senza una seria formazione spirituale, farsi vicini ai sofferenti». Dal lato pratico in Paraguay sono state votate alcune modifiche alla Regola di Vita che sono state approvate dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica della Santa Sede e sono dunque divulgabili. Tra queste: al Capitolo generale ci saranno più delegati dalle nuove realtà con un maggior numero di vocazioni; i Vicari resteranno in carica non più sei ma tre anni mentre l’economo di ogni regione terrà il suo incarico per sei anni proprio come il superiore regionale.