I padri betharramiti hanno un diamante

In un pomeriggio rovente di giugno a Monza si parla d’Africa. L’occasione la dà la mostra fotografica “Diamanti di sangue” inaugurata dai padri di Bétharram sabato 16 giugno nello spazio espositivo Binario 7 messo a disposizione gratuita dall’amministrazione comunale. L’obbiettivo è accendere i riflettori sul Centro Saint Michel che a Bouar, in Repubblica Centrafricana, sotto la guida del missionario fratel Angelo Sala cura dal 2010 i malati di Aids con strumentazione, farmaci e competenze equiparabili a quelle in uso in Occidente. Un diamante vero, così diverso da quelli che i giovani centrafricani cercano nelle miniere illudendosi di cambiare vita e trovando invece solo povertà e malattie. Per rappresentare questo contrasto padre Ercole Ceriani ha realizzato due sculture di ferro e vetri rossi mentre a prestare le immagini della rassegna “Diamanti di sangue” è stato ancora una volta il fotoreporter Vittore Buzzi che nel 2016 ha visitato la missione betharramita in Centrafrica e che ha spiegato: «Oggi siamo sommersi da informazioni e proposte diverse: riuscire a uscire e trovare tempo per approfondire tematiche importanti come quella che presentiamo qui oggi è difficile ma fondamentale». Accanto a lui, il giornalista Roberto Beretta ha presentato il progetto realizzato dal centro di comunicazione Betagorà insieme all’associazione AMICI Betharram Onlus rappresentata da Giovanni Parolari che ha ricordato che in appena otto anni di attività il Centro è riuscito a raggiungere oltre mille malati e ad imporsi come struttura di riferimento l’intero Paese.

La mostra è visitabile fino a domenica 24 giugno: orari e info

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