Il Calvario di Bétharram compie 400 anni

400 anni di calvario. Fu proprio nel 1616, infatti, che l’archivescovo di Auch, Léonard de Trapes, che in quegli anni si stava occupando di rinsaldare la fede e il culto cattolico in un’epoca di scontri con i protestanti, decise di visitare il santuario di Bétharram, chiuso per motivi religiosi dal 1569. Per l’occasione l’arcivescovo arrivò a Bétharram insieme a cinquemila pellegrini, portando con sé una nuova statua della Madonna che venne donata al santuario finalmente riaperto ai fedeli. Inoltre, seguendo un’usanza in vigore fin dai primi secoli, ovvero di piantare una croce presso chiese e oratori consacrati al servizio di Dio, monsignor De Trapes piantò una grande croce sulla sommità del monte che si leva sopra la Cappella. Nel settembre di quell’anno, cinque pastori di Montaut videro rialzarsi circondata di luce la croce piantata dall’arcivescovo. Da questo evento miracoloso e da quella prima croce, nacque il percorso devozionale del Calvario che proprio quest’anno – grazie a fondi statali – sarà completamente restaurato. Realizzato per volontà del cappellano Hubert Charpentier e poi devastato dagli eccessi della Rivoluzione francese, il «sacro monte» venne sistemato per la prima volta proprio da Michele Garicoits che chiamò a Bétharram lo scultore Alexandre Renoir per decorare 8 nuove cappelle. Dieci anni dopo la morte del fondatore betarramita (che verrà seppellito proprio nella stazione della Resurrezione), padre Basilide Bourdenne insieme al fratello laico Joseph Pujo e allo scultore Joseph Delcour completarono l’opera e la inaugurarono proprio il 14 settembre 1873 con una cerimonia che attirò ben 20mila persone. Lo scorso 11 settembre, approfittando della domenica, a Bétharram si è celebrata questa ricorrenza, con una celebrazione solenne presieduta dai monsignori Aillet e Lescal, vescovi di Oloron e di Bayonne, ma anche con canti, momenti conviviali e naturalmente ripercorrendo insieme il cammino verso la Croce del santuario.

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