Il generale sulle montagne con padre Carlo

Incontrare padre Carlo Ruti è difficile perché il sacerdote vive da solo in un paese di montagna nel reatino e non ama gli spostamenti, ma il superiore generale Gustavo Agìn – in una delle tappe della visita canonica che sta compiendo in Italia – ha voluto andare a conoscerlo di persona. Padre Gustavo è quindi salito a Pozzaglia Sabina dove il betharramita svolge la sua opera apostolica da oltre vent’anni. Nonostante abbia ottant’anni passati, infatti, padre Carlo non ci pensa assolutamente a lasciare le parrocchie di Pozzaglia e Montorio che gli sono affidate né a cambiare il suo stile di vita piuttosto solitario. Anche se il suo percorso di vita religiosa non gli ha mai fatto conoscere il significato di vivere in una vera comunità, alla congregazione è molto legato e – da quando Pozzaglia è stata unita a quella di Monte Porzio – il betharramita partecipa volentieri alle iniziative e invita i confratelli a trovarlo sulle sue montagne. Padre Carlo è particolarmente orgoglioso di essere parroco del paese natale di sant’Agostina Pierantoni, una suora infermiera diventata martire perché uccisa da un malato all’ospedale Santo Spirito di Roma nel 1894, e di essere stato nominato vicario foraneo del suo vicariato dal vescovo di Tivoli da ormai due decenni. Per questi motivi, della visita del superiore generale padre Carlo è stato particolarmente contento e durante l’incontro si è persino commosso.