Il giubileo passa da Bétharram

Meravigliosa accoglienza dei padri francesi di Bétharram e Pibrac nei confronti dei ventidue pellegrini che hanno partecipato al pellegrinaggio per il giubileo betarramita tra il 2 e il 5 giugno scorsi. I partecipanti – tra i quali molti soci e sostenitori dell’associazione “Il Mosaico” – hanno espresso gratitudine per l’esperienza vissuta. Uno di loro, Antonio Vicari, ci ha raccontato: «Al di là del misticismo che spesso accompagna le visite nei luoghi di culto universalmente celebrati, debbo sottolineare quanto sia stato coinvolgente questo pellegrinaggio, non solo a Lourdes, ma anche nei luoghi della spiritualità betarramita, con la partecipazione alla Via Crucis e la celebrazione della messa nella festività del Sacro Cuore. Sono stati momenti forti, anche grazie a padre Mario (Longoni, ndr) che ha saputo guidare il gruppo con riflessioni profonde condotte con spirito sereno, che ci hanno fatto comprendere ancora meglio il senso dell’Eccomi nelle parole di san Michele. Piacevole anche l’affiatamento che si è creato nel gruppo che ha reso davvero speciali i momenti vissuti insieme». Tra le esperienze forti vissute dai pellegrini italiani, la messa nell’oratorio accanto alla camera dove morì il santo fondatore e la celebrazione internazionale per la festa del Sacro Cuore sotto l’urna che contiene il corpo di san Michele, la cui liturgia – proprio per accortezza nei confronti degli italiani presenti – è stata svolta in più lingue. Persino la toccante omelia di padre Laurent Bacho è stata riassunta in italiano da padre Mario per offrire a tutti la meditazione sul senso della misericordia che attira al Sacro Cuore di Gesù. Durante i quattro giorni francesi, i pellegrini hanno visitato il santuario di Lourdes e sono passati attraverso la porta santa instituita presso la parrocchia betarramita di Pibrac, dove il superiore regionale padre Jean Luc ha presieduto una solenne concelebrazione. I commenti a caldo dei partecipanti parlano di «momenti che resteranno nella memoria come unici e irripetibili» e di «una traccia indelebile nel cuore».

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