Il missionario padre Parolari ferito in Bangladesh

Padre Piero Parolari, missionario in Bangladesh

Oggi, mercoledì 18 novembre Mondo e Missione, la rivista del Pime, ha diramato le prime notizie secondo le quali padre Piero Parolari, missionario del Pontificio Istituto e zio del nostro Giovanni Parolari, giovane collaboratore di Amici di Bétharram onlus, sarebbe stato gravemente ferito in Bangladesh. Il missionario – che da 30 anni opera in quella terra – sarebbe stato trafitto da una pallottola a livello del collo davanti alla stazione dell’autobus a Dinajpur, nella zona nord del Paese, a circa 400 chilometri dalla capitale Dacca. Due uomini in moto si sarebbero affiancati al sacerdote che stava raggiungendo in bicicletta l’ospedale della città (dove presta servizio come medico volontario) e avrebbero fatto fuoco. L’ambasciatore italiano Mario Palma ha dichiarato che il missionario «è cosciente e reagisce anche se ha segni perché è stato ferito da una pallottola che gli ha attraversato il collo. Stiamo tentando con l’aiuto della polizia di trasferirlo dal Medical College di Dinajpur a una struttura ospedaliera di Dacca ma prima bisognerà fermare la emorragia. Non è in pericolo di vita».

 

Cosa sta succedendo in Bangladesh. L’agguato a padre Parolari si inserisce nel contesto di violenza (soprattutto contro gli stranieri) che sta aumentando in modo preoccupante in Bangladesh negli ultimi mesi e che in settembre ha portato all’uccisione del cooperante italiano Cesare Tavella e di un volontario giapponese, oltre al ferimento di un prete battista bengalese, che era però riuscito a salvarsi dopo essere stato aggredito. Secondo alcune fonti, l’Isis avrebbe rivendicato gli omicidi di Tavella e del giapponese, ma il governo bengalese ha smentito una presenza del Califfato sul territorio. Più probabilmente gli autori degli attentati appartengono ad alcuni gruppi estremisti locali. Il Bangladesh, infatti, è un Paese in cui la presenza islamica è consistente a partire dagli anni Settanta quando l’islam venne dichiarato religione di Stato, conquistando l’approvazione (e il sostegno economico) dei Paesi arabi, i quali riconobbero l’indipendenza dal Pakistan. Tuttavia, finora, la convivenza tra musulmani – che sono il 90% della popolazione e seguono una linea generalmente tollerante – e cristiani era stata pacifica. Oggi però la frangia integralista della popolazione – rappresentata dal partito di opposizione Bnp (Bangladesh National Party) e reso forte dall’azione dilagante dell’Isis – sta modificando questa situazione portando a termine anche attacchi di tipo violento.

 

In attesa di avere notizie rassicuranti sulla salute di padre Piero Parolari, ci stringiamo intorno alla famiglia.