Il papa in Marocco secondo Landel

Il viaggio del papa in Marocco visto dagli occhi di un betharramita che quel Paese lo conosce benissimo. Monsignor Vincent Landel, francese originario del Marocco, è infatti arcivescovo emerito di Rabat – dimessosi dalla sua carica due anni fa per sopraggiunti limiti di età: una carica importante in un Paese che conta però appena 30mila cattolici, tutti stranieri. «In tale contesto – scrive Landel sulla Nef di aprile – il papa che cosa veniva a fare? E, ancora una volta, ci ha sorpreso. Al suo arrivo non c’erano solamente i cristiani, ma c’erano anche molti musulmani che, nonostante la pioggia, hanno acclamato il Papa lungo la strada». «Quanti passi sono stati compiuti dal 1985, quando abbiamo celebrato, quasi di nascosto, l’Eucaristia nel cortile di una delle nostre scuole! Un terzo della diocesi era lì, che cantava e lodava il Signore e ringraziava per tutte queste meraviglie vissute durante questi due giorni. E per la prima volta nel Regno, la Messa è stata trasmessa integralmente dalla televisione nazionale. (…) Il giorno dopo, tutti i giornali non si sono accontentati di segnalare l’evento, ma hanno stampato pagine e pagine di foto, hanno riprodotto integralmente i discorsi del Re e del Papa. Chiesa in Marocco, siamo un piccolo seme, ma quale speranza è stata seminata in questa terra, in questo giorno!»