In Centrafrica si ritorna a scuola

Anche nella Repubblica Centrafricana si ritorna sui banchi di scuola. A partire dalla capitale Bangui, passando negli altri grossi centri come Bozoum e Bouar le scuole hanno riaperto le proprie porte: così è accaduto anche nelle  scuole dei villaggio delle missioni di Niem e Bouar seguite dai missionari betarramiti nel luogo. In Centrafrica esistono tre tipi di scuole: statali, private e di villaggio, che significa che un paese si organizza per provvedere a materiali scolastici e salari dei maestri, ma gli allievi hanno comunque la possibilità di accedere agli esami statali. La costruzione di scuole di villaggio è stata una delle prima attività promosse dai missionari betarramiti nel Paese perché i bambini, anche nelle città di media grandezza, non avevano un posto per studiare e si dedicavano al lavoro dei campi. In trent’anni ne sono state messe in piedi 19, con circa 5000 studenti, ma in totale le scuole gestite dai betarramiti sono 30, distribuite su tutto il territorio. La buona organizzazione che contraddistingue le scuole costruite dai betarramiti è possibile grazie al sostegno di tanti italiani che tramite il progetto «Adozioni scolastiche a distanza» contribuiscono a garantire un’istruzione a tanti ragazzi. In più, con la conclusione della guerra civile, l’Unicef ha affidato il compito alla Caritas di Bouar, gestita dai nostri missionari, di distribuire nella regione di Bouar libri di matematica e francese nelle scuole elementari della zona. In nove mesi ne sono stati portati in giro 60mila, ma l’obbiettivo è estendere il progetto ad altre regioni.