#inviaggioconmanuel: «Gli eroi della polvere»

Un giovane europeo sta vivendo nel cuore dell’Africa e ci ha trovato eroi. Ecco il diario di Manuel. 

Eccoli gli eroi della polvere: li ho trovati in un giorno di pioggia e li ho messi tutti in fila dentro alla mia macchina fotografica. Sono gli uomini afflitti da solo Dio sa quale malattia che passano le loro giornate nel cortile dell’ospedale a soffrire in silenzio e ogni giorno mi salutano con un rispetto che non merito.
Sono gli anziani che si emozionano davanti alla macchina fotografica e si alzano a fatica dal materasso con le poche forze che hanno per mettersi in una posa più dignitosa per la foto.
Dormono ogni notte per terra riparati solo da una tettoia di paglia e con il materasso steso sulla nuda terra. Per me sono dignitosi già così, senza bisogno che si mettano in piedi.
Sono quei vecchi così pieni di nobiltà con cui è un piacere smezzare un caffè ed un gateau a metà mattina perchè loro ne hanno più bisogno di me. Sono quei ragazzi che lavorano con me, che vorrebbero costruirsi una casa piccola come il soggiorno di casa mia ma non hanno abbastanza soldi e devono accontentarsi di chiedermi le scarpe bucate quando me ne andrò… penso che alla fine quelle bucate le riporterò a casa io, gli lascerò quelle belle.
Sono le donne che non si allontanano mai da quel cortile e si lasciano fotografare intimidite quando invado la cucina con la macchina fotografica e faccio scoppiare il pandemonio e poi si mettono a ridere quando mostro il monitor con loro dentro. Portano in giro in equilibrio sulla testa quei secchi d’acqua stracolmi senza versarne una goccia e senza lasciar intravedere la fatica. E se piove e i tetti riversano l’acqua nei canali di scolo mi guardano speranzose per sapere se possono infilare un secchio sotto la grondaia per catturare qualche goccia di acqua pulita senza dover andare fino al pozzo.
Sono i bambini che tremano di freddo avvolti nella coperta mentre in cielo piove che Dio la manda e… Cavoli, non hanno nulla, ma trasudano una dignità sovrumana. Io la sera vado a casa concio come uno straccio e in due mesi qui alla fine ho dovuto far andare una lavatrice perché a mano non veniva via niente e comunque i vestiti sono perennemente sporchi anche appena tolti dallo stendino. Loro – le donne del cortile che per terra ci vivono – hanno l’acqua razionata, dormono per terra, ronzano sempre attorno ai fuochi per cucinare, pentole da pulire e bambini da strigliare e non hanno la lavatrice… Beh, loro sono sempre impeccabili come principesse.
Li ho visti per due mesi, ma è in una giornata di pioggia che mi sono accorto di quanto sono speciali, di quanto eroica è la loro r-esistenza. Li ho fotografati tutti. Non sanno che domani gli regalerò le loro fotografie, un piccolo segno di gratitudine per avermi fatto vedere quanto si può essere dignitosi anche con poco.
Stasera penso a loro e quasi mi luccicano gli occhi come luccicano i loro quando si vedono in foto, ho un groppo in gola perché non posso fare altro per loro.
Solo raccontare a tutti quando sarò tornato a casa quanto sono straordinari gli eroi della polvere.