#inviaggioconvittore: il ritorno

Si è concluso mercoledì scorso, con l’atterraggio nell’aeroporto di Malpensa, il viaggio-reportage che per tre settimane ha portato il fotografo Vittore Buzzi in Repubblica Centrafricana, uno Stato nel cuore dell’Africa che porta ancora i segni della guerra civile scoppiata nel 2013 e dove 30 anni fa è nata la missione betarramita nel villaggio di Niem. Il fotografo ha raccolto le sue prime impressioni, che integrerà nei prossimi giorni con dei racconti che pubblicheremo sul nostro sito: «Arrivo da un altro pianeta… Da laico e poco credente ho ricevuto una grande lezione di fede, da uomini semplici, e tenaci che giorno dopo giorno, mese dopo mese anno dopo anno con perseveranza e umiltà hanno fatto grandi cose. Rientro con un bagaglio di esperienze umane enormi. Da persona laica, religiosa ma non praticante ho sempre pensato che la fede fosse qualcosa di “astratto” e intimo che non si potesse comunicare o trasmettere. Quanto mi sbagliavo… Arialdo, Tiziano, Mario, Angelo, Beniamino, Armel, Arsein mi hanno dimostrato come sia concreta e tangibile la loro testimonianza di fede. Con le scuole di villaggio gli ospedali e l’impegno nell’agricoltura, tutti i giorni per anni. Oltre 50mila bambini hanno frequentato le loro classi più di 100.000 sono passati dalle loro cure, più di 10mila famiglie hanno beneficiato del micro credito per acquistare sementi.
Sono numeri pesanti e importanti che si raggiungono solamente in decine d’anni di lavoro. Decine d’anni nel paese imparandone a fondo la lingua, le tradizioni, interagendo e accettando il tessuto sociale. Mettendo davanti a tutto l’uomo, la persona e non le dottrine astratte, confrontandosi con la realtà con le difficoltà della guerra civile, con la mancanza delle istituzioni, confrontandosi con le grandi organizzazioni sovranazionali per aiutarle ad aggiustare il tiro e a relazionarsi con la gente. Ho visto una chiesa cattolica molto lontana dal palazzo e molto immersa in una realtà difficile. Però ho visto sorrisi e gioia là dove, a volte, sembra proprio non essercene.
Ritorno con un dono immenso, ora so cosa vuol dire infondere speranza e cosa significa perseveranza, lo so per averlo provato sulla mia pelle viva. Sono ancora sotto shock. A breve mi riprenderò poi arriveranno i primi resoconti, riordinando il materiale… Ci vorrà un po’ di tempo ma tutto procede. Un grazie profondo a tutti i betarramiti».

 

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