Katiola 2018: Nelly «Non vedo l’ora della missione»

di Haumond Nelly Brenda Assamoi
Studente di dottorato in diritto privato e scienze criminali presso l’Università di Limoges

È passato più di un anno da quando è stata fatta la proposta di un’esperienza missionaria ma il campo di lavoro ha cominciato a concretizzarsi solo dallo scorso luglio durante il campo di Mendelu che ha permesso l’incontro tra i giovani francesi e italiani che avrebbero partecipato al progetto.
Al ritorno da quel campo di otto giorni si sono svolti tre altri incontri, poi sono state pensate e messe in campo azioni per raccogliere fondi per il progetto: creazione di volantini esplicativi del progetto, appello alle donazioni nelle parrocchie, presentazione del progetto, animazione delle messe, vendita di dolci nelle parrocchie… Tutte queste iniziative hanno avuto molto successo tra i parrocchiani che si sono dimostrati entusiasti del progetto e ai quali abbiamo promesso un incontro al ritorno dalla Costa d’Avorio.

Riguardo alla preparazione personale, gli incontri ci hanno permesso di discutere tra di noi ciò che ci aspettavamo da questo campo, per prepararci emotivamente e psicologicamente alla scoperta e all’incontro di un’altra cultura.
Come giovani francesi non possiamo che esprimere la nostra gioia e non vediamo l’ora di partire e partecipare a questo campo missionario che speriamo ci colpisca  sotto il profilo emotivo, spirituale e soprattutto comunitario.
Riguardo a me, essendo ivoriana, ma vivendo da qualche anno in Francia, sono davvero felice di partecipare a questa esperienza. Da un lato, perché questi giorni saranno l’occasione per me per vedere il mio paese, la mia famiglia e i miei amici che non vedo da due anni; d’altra parte, sarà l’occasione per condividere momenti indimenticabili con persone che ho conosciuto e apprezzato, persone che condividono la stessa fede e la stessa speranza  e soprattutto la stessa voglia di partire per conoscere e incontrare l’altro. E – perché no? – sarà un modo di accompagnare i giovani e presentare il mio caro paese da un altro punto di vista rispetto a quello presentato dai media.