La fiaccola pasquale di Langhirano

Nuove tradizioni pasquali fanno capolino nella famiglia betharramita che, accogliendo la gestione di nuove fondazioni, entrano in contatto con abitudini prima inedite. Tra queste ci sono quelle dei giovani di Langhirano, le cui attività abbiamo già imparato a conoscere un poco. Per la settimana santa il gruppo formato da ragazzi dalla seconda media agli universitari si è ritirato presso una casa di proprietà della Nuova Parrocchia nella frazione di Castrignano Castello. L’idea era di ritrovarsi per un ritiro spirituale sul tema «La paura umana di Gesù al Getsemani» che è stato trattato non solo con la lettura del Vangelo, ma anche con l’incontro di vari testimoni. Nella giornata del giovedì santo, per esempio, prima di partecipare alla Coena Domini, i giovani hanno conosciuto Enrico Fereoli, un vigile del fuoco che ha prestato servizio volontario nelle zone terremotate. Con lui, anche una coppia di anziani che hanno vissuto il dramma del sisma del 2012 nel modenese e che hanno raccontato ai ragazzi come si può andare avanti, anche quando tutto crolla. Un tema questo delle macerie che è ritornato anche durante il venerdì santo grazie a dei frammenti di tegola sui quali i giovani hanno scritto riassunto i pensieri di quei giorni. Scendendo a celebrare la veglia pasquale nella parrocchia di Langhirano, i giovani hanno portato una fiaccola, secondo la tradizione: durante il cammino hanno pregato per le paure degli uomini contemporanei, dalle guerre ai femminicidi, ma anche per l’amico Filippo scomparso tragicamente a soli 17 anni non lontano da Langhirano in un tragico incidente stradale.