La giornata del malato è anche per Bètharram

La Chiesa oggi – come ogni 11 febbraio a partire dal 1993 – celebra la Giornata mondiale del malato dedicata ai sofferenti ma anche a chi si prende cura di loro. Papa Francesco presentando la ventiseiesima edizione della Giornata ha scritto che c’è «una vocazione materna della Chiesa verso le persone bisognose e i malati che si è concretizzata, nella sua storia bimillenaria, in una ricchissima serie di iniziative a favore dei malati. Tale storia di dedizione non va dimenticata. Essa continua ancora oggi, in tutto il mondo». In questo ambito anche i padri betharramiti – in particolare quelli italiani – hanno fatto la loro parte sia avendo sviluppato negli anni una competenza di assistenza ai malati e ai sofferenti sia avendo fatto della pastorale della salute uno dei filoni principali della loro opera. Attualmente, per esempio, i padri Guido Pradella e Franco Cesana lavorano come cappellani rispettivamente dell’ospedale di Morbegno e della clinica Zucchi di Carate Brianza; mentre i padri Aldo Camesasca e Damiano Colleoni sono impegnati nell’attività di assistenti spirituali in due hospice per malati terminali. Padre Mario Longoni, d’altro canto, ha fatto dell’assistenza sanitaria la sua vocazione ormai da venticinque anni gestendo insieme a padre Giulio Forloni e fratel Caludio Mantegazza la casa-famiglia per persone in Aids a Monte Porzio Catone. Padre Tiziano Pozzi, sacerdote e medico, in Centrafrica si è dedicato totalmente alla cura dei più poveri così come fratel Angelo Sala prima impegnato a Niem come odontotecnico volontario e dal 2010 responsabile del Centro Saint Michel per la cura di persone con HIV.  Infine, già da 14 anni, padre Alessandro Paniga svolge il suo ministero di cappellano presso la clinica per anziani di Solbiate e proprio mercoledì scorso (7 febbraio) il betharramita è stato invitato come relatore in una conferenza sul tema della malattia ospitata dall’oratorio di Uggiate Trevano. «La Chiesa sa di avere bisogno di una grazia speciale per poter essere all’altezza del suo servizio evangelico di cura per i malati – concludeva papa Francesco – Perciò la preghiera alla Madre del Signore ci veda tutti uniti in una insistente supplica, perché ogni membro della Chiesa viva con amore la vocazione al servizio della vita e della salute. La Vergine Maria interceda per questa XXVI Giornata Mondiale del Malato; aiuti le persone ammalate a vivere la propria sofferenza in comunione con il Signore Gesù, e sostenga coloro che di essi si prendono cura».