La ragazza delle montagne diventata catechista

La bella storia raccolta direttamente da Giovanni Parolari, in visita  alle missioni in Thailandia.

Poco più di 20 anni fa all’Holy Family Catholic Centre si presentò Chujai, una ragazza in età da scuola media. Non era cattolica, ma era desiderosa di imparare l’arte del taglio e cucito: come tanti altri bambini fu accolta a braccia aperte.
Proveniva dal villaggio Huay Na Kaat, distante più di due ore e mezza dal Centro e raggiungibile solamente attraverso una strada che si inerpica con un infinità di curve tra piantagioni di tè e alberi di banane.
Chujai restò al Centro per 8 anni e imparò a cucire abiti e a fare ricami ma anche un nuovo stile di vita, quello della grande famiglia del centro; poi tornò al suo villaggio.
A distanza di quasi vent’anni dal suo arrivo al Centro, padre Alberto e Noy insieme a padre Peter hanno affrontato la strada verso Huay Na Kaat per partecipare all’inaugurazione della nuova chiesa del villaggio e lì hanno rincontrato Chujai. La giovane ragazza corre incontro e abbraccia i visitatori, con qualche lacrima di gioia e commozione.

Sembra quasi che il tempo sia sia fermato: eppure in questi anni Chujai ha ricevuto il battesimo dal neo sacerdote padre Subancha, si è sposata, ha due figli ed è diventata per il suo villaggio un punto di riferimento oltre che catechista degli oltre 250 cattolici presenti nella comunità.
Ricordando il Cento, ha detto con gli occhi lucidi: «Quegli anni sono stati fondamentali per me, non solamente perché ho potuto studiare e conoscere l’arte del cucito, ma anche perché lì ho scelto di diventare cattolica e di seguire un percorso che mi ha portato dove sono oggi. Sono riconoscente a coloro che mi hanno accolta insieme ad altre mie coetanee. Ho imparato uno stile di vita nuovo che ho cercato di mantenere e che oggi provo a trasmettere anche ai miei figli».
Alla conclusione della celebrazione per la nuova chiesa di villaggio, padre Alberto Pensa ha ricordato il suo arrivo, circa 40 anni fa, in un paese vicino dopo un cammino di 5 ore e ha poi ringraziato Chujtai che con la sua storia, come molte altre qui, descrive concretamente cos’è questo Centro.

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