La Talamona del Seicento rivive grazie a padre Bulanti

Di padre Mario Bulanti, 90 anni appena compiuti, si sente parlare poco anche nella famiglia betharramita. Questo sacerdote dal carattere solo all’apparenza burbero e invece di grande finezza intellettuale ha fatto della comunità di Colico la sua residenza da quasi cinquant’anni, durante i quali si è occupato della formazione dei giovani nel collegio Sacro Cuore e poi della pastorale locale prestando servizio nelle frazioni di Albonico e Dascio. Nel silenzio però padre Mario ha coltivato una passione per la storia locale della sua città natale, Talamona, decifrandone documenti che ne descrivessero la storia, la lingua e la cultura. L’ultima fatica del betharramita in quest’ambito è la traduzione in un italiano accessibile a tutti degli estimi catastali del 1621 di Talamona, preziosi manoscritti custoditi nell’archivio comunale che danno informazioni demografiche, economiche, fiscali e agronomiche sulla città e la vita in essa. Da un anno di lavoro certosino condotto su copie fotografiche dei manoscritti, ne è uscito un file digitale che sarà presto distribuito agli interessati. Nel frattempo, però, il Gruppo di Ricerca per Talamona di cui padre Mario fa parte ha già pubblicato un fascicoletto con le note storiche e l’introduzione alla lettura degli Estimi. «Lasciatevi trasportare dalla lettura – scrive padre Mario la cui passione per il suo paese traspare da queste righe – vi troverete immersi in un mondo fantastico di località, di persone e di vigne, selve, pirere, pomeri, noghere, careggi, stalle, case con portego, stalle con corte, raseghe… Questa era la Talamona viva del Seicento. Questi erano i nostri avi».