Laici-religiosi: una dichiarazione comune per Bétharram

In attesa del capitolo generale, è stata messo per iscritto una «dichiarazione comune tra laici e religiosi» che riassume quanto emerso dal confronti tra le parti nel capitolo regionale dello scorso gennaio. Il documento, inviato ai delegati delle nazioni partecipanti, parte dal presupposto che «ciascuno al suo posto, entro i limiti della sua posizione e secondo la propria vocazione, prende parte alla missione comune» e che entrambi, laici e religiosi, possono vivere «partendo dal carisma ereditato da san Michele Garicoits» e che «bere alla stessa sorgente è una grazia». Si prende atto che «non esiste un modello unico» di laici betharramiti ma, nonostante questo, «è importante camminare insieme». Arrivando alla pratica, oltre ad auspicare la presenza di un religioso accompagnatore per ogni gruppo di laici, il documento parla di aprire i ritiri di Vicariato ai non consacrati, di invitarli almeno una volta all’anno a una festa di congregazione e della necessità di avere un religioso per ogni gruppo di laici. La Congregazione si prende poi l’impegno di considerare caso per caso le aspettative di singoli e gruppi e di darsi da fare per favorire la comunicazione e la collaborazione tra i vari Vicariati: per esempio, i laici italiani sono invitati ad aiutare i colleghi francesi nell’attività di accoglienza dei pellegrini a Bétharram, durante i mesi estivi.