L’esplosione di Castellazzo, cento anni dopo

Il 7 giugno 1918 a Castellazzo di Bollate, un paesino appena fuori Milano, esplode una fabbrica di munizioni della Sutter&Thévenot uccidendo 59 lavoratori e ferendone 300 in maggioranza donne che erano state impiegate in quell’attività in sostituzione ai mariti chiamati alle armi. L’incidente di grandi proporzioni – al quale si trovò ad assistere niente meno che un giovane Ernest Hemingway da poche ore a Milano – ha scosso la comunità ma non ha avuto vasta eco negli anni successivi tanto che per un secolo dell’esplosione di Castellazzo pochi avevano sentito parlare. Paolo Mieli – celebre giornalista ora alla guida del programma storico “Passato e Presente” – ha deciso invece di dedicare una puntata proprio a questo fatto e si è recato a Castellazzo per documentare l’evento. Una bella soddisfazione dunque per l’intera città ma anche e soprattutto per la comunità dei padri betharramiti che – nella persona di padre Egidio Zoia – si impegnano da anni per riscoprire e tenere vive le radici e la storia della comunità. È stato proprio padre Egidio, d’altronde, che un paio di anni fa ha recuperato nella soffitta della parrocchia san Guglielmo lo stendardo delle esequie di quelle donne morte sul lavoro. «Le vittime di questo evento – spiega in video padre Egidio in una puntata che potete rivedere qui – erano così numerose che non potendo essere ospitate tutte le salme nella piccola parrocchia di Castellazzo sono state tumulate alcune nel cimitero di Bollate dove oggi c’è un cippo che ricorda questo disastro». Per non dimenticare la tragica esplosione nei cento anni dall’avvenimento, Castellazzo ha dato vita a un programma di celebrazioni che potete consultare sul sito «Quell’esplosione, cent’anni fa».