Lissone: il parco «Cardinal Martini», amico di Bétharram

Un parco per il cardinal Martini. Succede a Lissone, dove l’amministrazione comunale in collaborazione con l’unità pastorale ha deciso di intitolare dei giardini pubblici all’arcivescovo di Milano (tra il 1979 e il 2002) che ha dedicato la vita a costruire «ponti» tra religioni, tra credenti e no, tra stranieri e italiani e «ponti» tra passato e presente. L’intitolazione del parco – avvenuta domenica 20 marzo con una solenne cerimonia, presenti le istituzioni al suono del «Silenzio» e dell’inno nazionale, ma anche il prevosto don Tiziano Vimercati che ha benedetto la targa commemorativa – ha un significato speciale anche per i betarramiti, legati da un lato alla città di Lissone grazie alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù, dall’altro al cardinal Martini a lungo «amico» dei figli di san Michele.

In particolare, fu grazie all’ex provinciale padre Francesco Radaelli che negli anni Novanta il gesuita si avvicinò ai betarramiti, essendo rimasto colpito del loro carisma durante una tavola rotonda con tutte le congregazioni presenti nella diocesi. Dopo quell’incontro, Martini conobbe meglio i padri e più volte visitò le loro comunità, a partire da quella della Caravina dove allora curavano un santuario. Anche quando, al termine del suo mandato da arcivescovo, si ritirò in Palestina ebbe modo di tenere degli esercizi spirituali per i giovani betarramiti in formazione a Betlemme. Infine sempre con padre Francesco, con il quale nacque una profonda amicizia che durò fino alla morte del cardinale, visitò più volte la casa-famiglia per persone in Aids di Monte Porzio Catone, un’opera per la quale Martini ebbe sempre un particolare affetto.