Monsignor Zuppi, l’arcivescovo amico dei betarramiti

Da martedì alle ore 12 è diventato ufficialmente arcivescovo, eppure chi lo conosce continua a chiamarlo semplicemente «don Matteo» per i suoi modi di fare schietti e alla mano. Si tratta di monsignor Zuppi, fino a ieri vescovo ausiliare di Roma centro e appena scelto da papa Francesco per presiedere la cattedra di Bologna. Il neo-arcivescovo ha alla spalle un passato da «prete di strada», sempre impegnato – anche in virtù della sua appartenenza alla comunità Sant’Egidio – nella cura dei bisognosi e in particolare nell’aiuto dei bambini sieropositivi ospiti della casa presso la parrocchia romana di Santa Maria in Trastevere. Proprio da questa sua attenzione alle persone in Aids nasce la particolare amicizia con i betarramiti: «È un mio amico personale e un grandissimo sostenitore di Villa del Pino» dice padre Mario Longoni, il quale in questi anni ha avuto modo di conoscere monsignor Zuppi proprio da vicino. «Ci siamo conosciuti in Santa Maria in Trastevere, dove don Matteo faceva il parroco. Noi di Villa del Pino abbiamo sempre avuto contatti con la comunità Sant’Egidio, collaborando con loro sotto vari punti di vista. Domenica, per esempio, come ogni primo novembre da anni ormai, io con tutti i nostri ospiti siamo invitati dal monsignor Zuppi alla messa di commemorazione dei defunti della comunità di Sant’Egidio, tra i quali ci sono anche molte persone che anche noi abbiamo accolto». Lo scorso aprile monsignor Zuppi aveva reso omaggio all’«opera pastorale» dei betarramiti, proprio presiedendo i festeggiamenti del centenario di presenza della congregazione in Piazza del Popolo. Allora i partecipanti rimasero stupiti proprio dall’affabilità del monsignore che, non solo aveva guidato una processione tradizionale nell’elegantissima via del Corso e riempito la sua predica di espressioni romanesche, ma al santuario dei Miracoli era persino arrivato in bicicletta. Non a caso, alcuni hanno iniziato a soprannominare questo prete in mezzo alla gente niente meno che il «Bergoglio italiano».