Padre Carlo al servizio degli ultimi

Padre Carlo Sosio, che abita nella comunità di Lissone, da agosto sta svolgendo, come volontario, un servizio di distribuzione della cena ai bisognosi presso l’associazione Fratelli di San Francesco di Milano. Dopo un mese di lavoro, ci ha raccontato la sua scelta ed esperienza.

 

«Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. […] Non dimenticate che sono persone e non numeri, ciascuno con il suo fardello di dolore che a volte sembra impossibile da portare. Tenendo sempre presente questo, saprete guardarli in faccia, guardarli negli occhi, stringere loro la mano, scorgere in essi la carne di Cristo e aiutarli anche a riconquistare la loro dignità e a rimettersi in piedi. Vi incoraggio ad essere per i poveri dei fratelli e degli amici; a far sentire loro che sono importanti agli occhi di Dio». (Papa Francesco)

«Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,42); «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

Sono le parole di Papa Francesco e di Gesù che mi hanno portato a svolgere, per alcune sere, durante il mese di agosto e settembre, un servizio di volontariato, presso l’associazione Fratelli di S. Francesco” a Milano.
Praticamente il servizio consiste nel distribuire la cena, assieme ad altri volontari, a tutte quelle persone che hanno bisogno di un pasto a mezzogiorno o alla sera. Si arriva anche a oltre 500 persone aiutate ogni sera.
Le persone che frequentano la mensa sono extracomunitari, giovani, famiglie, persone senza fissa dimora ma anche pensionati e lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese. Chi viene a mangiare non ha la necessità di soddisfare solo il bisogno materiale di cibo, ma anche di ritrovare simpatia, rispetto e calore umano che spesso sono loro negati o che non hanno mai ricevuto.
Nelle persone che ho servito a mensa, assieme ad altri volontari, come Gesù ci ha insegnato nel Vangelo con le parole «avevo fame e mi avete dato da mangiare», ho sperimentato che è stato Gesù stesso a offrirmi l’opportunità di donare un po’ del mio tempo ai più bisognosi.
L’accoglienza e la gratitudine da parte di queste persone bisognose mi hanno fatto tanto bene. Il gesto di offrire un aiuto si è tramutato in un’infinita ricchezza.
Ho vissuto questo servizio, che mi è certo costato anche sacrificio, con grande apertura di cuore, con disponibilità d’animo e anche con gioia. Come dice Tagore: «Sognai, e vidi che la vita è gioia; mi destai, e vidi che la vita è servizio. Servii, e vidi che nel servire c’è gioia».