Padre De Giobbi: «Ricordiamo chi ha combattuto per la libertà»

La festa della repubblica è una festa laica, che – come poche altre durante l’anno – non è legata allo scandire del calendario liturgico. Le vicende dell’Italia come nazione interessano però in prima persona anche parrocchie e fedeli, non solo in quanto cittadini ma anche perché anche i centri religiosi sono testimoni di una memoria locale che va salvaguardata. A questo proposito, lo scorso 25 aprile, anniversario della liberazione, la parrocchia betarramita di Isola e Roffia, piccole frazioni di San Miniato, ha voluto inaugurare – insieme all’amministrazione comunale – una lapide in memoria dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Le due frazioni, che si trovano proprio accanto all’Arno, furono infatti tra le ultime zone liberate dall’occupazione fascista. Rispetto al centro del Paese, per esempio, che venne liberato a fine luglio del 1945, dovranno passare due mesi perché anche Isola e Roffia ritornino territori liberi. E in termini percentuali, le due frazioni hanno avuto un maggior numero di vittime rispetto alle altre zone del territorio comunale. Padre Albino De Giobbi, che ha benedetto la lapide, ha detto: «Ricordare la storia è sapienza dell’uomo. È la storia che ci dà la garanzia di un presente per fondare la novità del futuro. Il ricordare ciò che altri hanno fatto per fondare una pace, una fraternità è assai prezioso e dobbiamo essere capaci di trasmetterlo. Dobbiamo essere noi oggi a recuperare quel che altri hanno fatto e cercare di fare altrettanto. E per fare questo, credo serva uno stile di moralità della vita, una rettitudine, senza la quale non si può raggiungere nessun miglioramento».