Padre Peter Phairote, una vocazione… in volo

Di seguito un racconto che vede protagonista un adolescente che viveva in un villaggio sulle montagne nel nord della Thailandia: quell’adolescente si chiamava Peter Phairote e oggi è sacerdote betharramita e superiore del seminario Ban Betharram a Sampran, alle porte di Bangkok.

Padre Peter ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza nel suo villaggio di montagna: appartiene al gruppo etnico dei Karen, una popolazione proveniente dalla regione dello Yunnan (Cina) e oggi residente nella zona montagnosa al confine tra la Thailandia e la Birmania. Questa zona di frontiera nel corso degli anni è sempre stata sotto il controllo dall’esercito tailandese per ovvie ragioni: infiltrazioni di migranti irregolari e contrabbando di oppio. Le pattuglie di militari soggiornavano per brevi periodi di tempo nei villaggi.

Peter era un ragazzo sveglio e attento che viveva la tranquilla vita del villaggio: non ci sono mai stati fatti o eventi particolari, per cui l’arrivo dei militari al villaggio suscitava curiosità soprattutto tra giovani e bambini. Peter osservava da lontano il loro arrivo, i loro movimenti e pian paino iniziò a ripetere i gesti compiuti dai soldati. Il vettovagliamento della pattuglia avveniva per mezzo di elicotteri, dato che i villaggi non erano raggiungibili da altri mezzi per mancanza di strade. Il giovane Peter seguiva con attenzione le fasi di avvicinamento e di atterraggio dell’elicottero memorizzando i gesti precisi del militare addetto alle fasi di atterraggio.

La pattuglia, qualche giorno dopo, si trasferì in un altro villaggio, ma quello stesso giorno l’elicottero arrivò puntualmente per rifornirla. Come al solito l’enorme mezzo iniziava a compiere ampi giri sopra il piazzale del villaggio nell’attesa dei consueti segnali ma Peter si rese subito conto che c’era qualcosa di diverso: pensò quindi che fosse giunto il momento di dare una mano all’esercito thailandese: si pone dritto al centro della piattaforma d’atterraggio e fece con sicurezza e precisione i gesti per invitare l’elicottero all’atterraggio.

Il pilota, ingannato dalla maestria dell’adolescente, inizia la manovra e punta la rotta verso Peter che imperterrito continua ad agitare le braccia col segnale di via libera e di discesa.
Quando l’atterraggio sta per avvenire, Peter spinto dal vento delle pale se la dà a gambe levate e sparisce tra le viuzze del villaggio: il pilota, una volta atterrato, arresta il motore e scende a terra per chiedere alle persone sopraggiunte dove fossero i militari: solo allora viene informato del trasferimento e cerca invano tra gli accorsi colui che l’aveva guidato all’atterraggio. Ancora oggi padre Peter ride a crepapelle dell’episodio e non si capacita d’essere stato protagonista del fatto: possibile che quell’uccellaccio a motore abbia potuto ubbidire ai suoi segnali?
Padre Peter non esclude che la vocazione religiosa sia venuta proprio mentre agitava le braccia al cielo…