«Per noi questa partenza sarà solo fisica»

Torneranno in Italia il prossimo primo giugno, dopo cinque anni d’Africa. Suor Morena Pozzoli e suor Rita Barzaghi, religiose della congregazione di San Carlo, partirono nel settembre 2011 per la missione di Bouar dove erano state destinate al Centro ospedaliero Saint Michel, gestito dal fratello betarramita Angelo Sala. All’inizio l’esperienza è stata dura per le due religiose, già in età, che pure accettarono la sfida formulata da padre Francesco Radaelli di partire per quel dispensario appena fondato che si sarebbe rivelato una vera eccellenza per quella porzione d’Africa. Ma poi una all’accoglienza e l’altra destinata alla farmacia e all’archivio, le due suore hanno “ingrato” e oggi – che è venuto il tempo di rientrare – a causa della necessità in cui si trova la loro congregazione in Italia – il ritorno sarà duro quanto la partenza. Le abbiamo contattate e, con la loro scrittura semplice, ci hanno raccontato quel che stanno vivendo.

Nell’ultimo capitolo generale si è pensato e deciso ad una nuova apertura nel vivere la nostra missione, secondo il carisma lasciatoci dal nostro fondatore padre Masciadri, per dare una nuova vitalità alla nostra congregazione e grazie all’aiuto di padre Francesco Radaelli e dei padri di Betharram siamo giunti a Bouar nella missione Saint Michel e abbiamo così dato inizio nel settembre 2011 alla nostra nuova, seppur piccola, comunità.
In terra centrafricana siamo stati accolti dai missionari betarramiti e abbiamo fin da subito iniziato il nostro servizio presso il centro di cura dei malati di Aids collaborando con fratel Angelo sempre paziente e disponibile nei nostri confronti.
Abbandonate alla volontà di Dio, nel linguaggio dell’Amore, ci è stato possibile superare le inevitabili difficoltà iniziali fin dal primo impatto di una realtà per noi del tutto nuova a partire dal contesto, dalla lingua e dal servizio a cui eravamo state chiamate a rispondere.
Lavorando giorno per giorno per gli ammalati di Aids abbiamo constatato quanto grande è la loro miseria non solo materiale ma anche morale, umana, psicologica che richiede quotidianamente pazienza, disponibilità, comprensione e dimostrazione del bene che si vuole a ciascuno di loro.
L’inserimento con il personale nell’equipe di lavoro è stato graduale ma nel reciproco rispetto dei propri ruoli e capacità; si è instaurato così un rapporto di amicizia e collaborazione favorendo sempre più un servizio adeguato ai molti bisognosi, agli ammalati, ai bambini e adulti.
Siamo molto contente che anche qui nel cuore dell’Africa abbiamo potuto attuare e vivere il carisma lasciatoci dal fondatore della nostra congregazione che diceva: «Curate i malati, curate i corpi per salvare le anime».
Ringraziamo di cuore il Signore per averci scelte come suoi strumenti per compiere il servizio di assistenza in questa Sua opera di misericordia.
Nelle nostre semplici capacità abbiamo cercato di dare tutto di noi stesse, ma riconosciamo che abbiamo anche ricevuto molto a questa esperienza missionaria.
Ora, anche se con sofferenza, ma con serenità, obbediamo al richiamo del Signore di rientrare in Italia per una necessità di sostegno alla nostra congregazione, che ha collaborato molto in questi anni di missione con la preghiera e aiuti materiali.
Per noi questa partenza sarà “fisica” ma non lo sarà né con lo spirito e nemmeno con il cuore: il Signore sicuramente saprà suscitare sempre altri cuori generosi e disponibili per portare avanti questo suo progetto di Amore.
E infine un grazie speciale alla comunità di “Saint Michel”: ai padri, fratelli, novizi, aspiranti, amici, volontari e benefattori, ci avete donato un esempio di fraternità e accoglienza, e ci avete fatto sentire a casa nostra; che il Signore vi benedica e vi protegga.

Suor Rita e suor Morena

(Foto di copertina di Vittore Buzzi)

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