Perché tenere d’occhio la Costa d’Avorio, su Presenza

Tra i betharramiti italiani, quando si parla di Africa, si pensa subito a Niem, Bouar e più recentemente a Bangui: ovvero alle comunità che alcuni missionari italiani gestiscono nella Repubblica Centrafricana. Nella regione San Michele, però, c’è un altro stato africano che merita attenzione: si tratta della Costa d’Avorio, una nazione che sta crescendo a ritmo incessante a livello demografico, nell’economia e nello sviluppo ma anche nel numero di vocazioni religiose e – più segnatamente – betharramite. Pensate che quella che era una ex missione francese oggi è completamente gestita da religiosi locali che coordinano iniziative pastorali e sociali sul territorio, come la fattoria pedagogica Tsanfeto, la cappellania universitaria ad Adapodioumé e il nuovo collegio superiore a Katiola. Inoltre i padri ivoriani partono ormai a loro volta per la missione in direzione Centrafrica e Terra Santa ma anche Francia e  Inghilterra… Per tutti questi motivi – approfittando dei 60 anni di presenza betharramita in questa terra e raccontando il campo di lavoro svolto quest’estate da un gruppo di giovani francesi e italiani in quella missione – l’ultimo numero dell’anno di Presenza betharramita è dedicato alla Costa d’Avorio. Ma come sempre – tra editoriali, rubriche, notizie brevi e cronache dall’Italia – c’è anche dell’altro…