Pistoia: il Comune salvi gli affreschi di San Francesco

Un ciclo pittorico che è per i critici d’arte è una vera e propria chicca nel panorama della cultura figurativa toscana che, nelle Storie di San Francesco custodite all’interno dell’omonima chiesa di Pistoia oggi in gestione ai padri betharramiti, si apre a un linguaggio artistico di matrice bolognese. Gli affreschi – che ricoprono la cappella maggiore e quelle minori della Chiesa – risalgono al XIV secolo e sembrano essere opera proprio di Dalmasio degli Scannabecchi, autore che rappresentò un punto di contatto tra le arti figurative di Firenze e Bologna.

Nonostante gli affreschi siano stati scoperti negli anni venti del Novecento e in alcune loro parti fossero già gravemente danneggiati, da Pistoia arriva un preoccupante allarme sullo stato di salute delle opere d’arte e in particolare di quelli  della cappella Bracciolini che secondo alcuni osservatori perderebbero di colore. A fare la segnalazione, nello specifico, sono stati due studenti universitari fuori sede di storia dell’arte, che – grazie al loro occhio allenato – hanno notato la situazione del ciclo delle Storie di Maria e lanciato l’allarme appena dopo tre mesi dal loro arrivo in città.

«Qualche giorno fa io e la mia ragazza abbiamo visitato la chiesa di San Francesco – spiega al Tirreno Mario Cobuzzi – uno splendido gioiello, peccato però che gli affreschi della cappella Bracciolini si stiano “sollevando”. Questo in genere avviene quando c’è molta umidità. Anche la polverina bianca che si deposita sugli affreschi è un segno dell’umidità».

La loro diagnosi è stata confermata da un professore dell’Università di Firenze e i ragazzi hanno dunque avvertito il parroco padre Maurizio Vismara che però può fare ben poco visto che la chiesa è di proprietà del Comune. Ora l’amministrazione ha preso contatti con le Belle Arti di Firenze che provvederà a intervenire, magari entro l’anno dedicato a Pistoia capitale della cultura italiana.