Potere, soldi e prestigio: questo non è un superiore

Fa l’identikit del superiore ideale, il generale padre Gustavo Agin che dalle colonne della Nef di luglio (l’ultima prima della pausa estiva) lancia il suo secondo editoriale incentrato sulla prima sfida che insieme al suo consiglio si trova ad affrontare: la nomina di Regionali e Vicari. Padre Agin però non si ferma a spiegare la tecnica dell’elezione e scrive parole schiette che ci regalano un primo spaccato di quest’uomo chiamato a guidare la Congregazione nei prossimi anni: «Il servizio del Regionale e del Vicario, in modo particolare, non consiste né in onorificenze, né in cariche di prestigio. Di conseguenza, sono esclusi i fratelli che si lasciano tentare dal potere, dai soldi e dal prestigio della carica. Siamo convinti che la responsabilità che delegheremo ricadrà su coloro che danno prova di una disposizione disinteressata a servire “a partire dai limiti della loro posizione”». E più avanti aggiunge, avvicinandosi a tematiche care anche a papa Francesco: «Se esiste tra noi il desiderio di una maggiore integrazione tra culture e generazioni diverse, come quelle presenti oggi in Bétharram, abbiamo bisogno di superiori che non siano preda della routine, della stanchezza, del peso della gestione delle strutture, di pretestuose divisioni interne, della ricerca del potere, dell’autorità “mal gestita” che o permette tutto o, al contrario, finisce con l’essere autoritaria».