Preferire Cristo per imparare a pregare

«La vita del religioso – scriveva san Michele – deve essere una vita di preghiera continua. Sia che si passi da un impegno all’altro, sia che si predichi, che si confessi, che si viaggi, tra le attività più diverse, bisogna sempre pregare». Partendo da queste parole del fondatore, il superiore generale sulla Nef di luglio dà una bella interpretazione di cosa significhi pregare. Un concetto che ha molto a che fare con la scelta, la preferenza: «Preferire che cosa, preferire chi…? – dice padre Gustavo Agìn – Stare con Cristo sopra ogni cosa, comprese quelle che interessano più a ciascuno, quelle che più condizionano, che sembrano assolute e tendono a muove le passioni». Dal foglio di notizie mensile segnaliamo anche le testimonianze di due betharramiti: padre Gaspar Perez, ex superiore generale, racconta il suo anno sabbatico passato frequentando il master in teologia mistica presso il Centro Studi su S. Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce ad Avila (Spagna); mentre il giovane Vincent-de-Paul Worou Dimon, originario del Benin, spiega il suo anno a Pibrac all’Ecole de Purpan (Tolosa) dove si è specializzato in ingegneria agraria in vista di una nuova missione in Costa d’Avorio.