Suor Mainetti, 17 anni: «Ripartiamo dalla sua spiritualità»

Sono passati 17 anni dalla sua morte e oggi la devozione nei confronti di suor Maria Laura Mainetti, assassinata a Chiavenna il 6 giugno 2000 da tre giovani minorenni al termine di un rituale satanico, è più viva che mai. Gli sviluppi della storia della religiosa, per la quale è in atto dal 2008 la causa di beatificazione, interessa i betharramiti in modo particolare perché suor Mainetti apparteneva alle Figlie della Croce, istituto fondato alla fine della rivoluzione francese a Poitiers dalla ex principessa (poi diventata santa) Elisabetta Bichier des Ages, che san Michele conobbe personalmente come confessore del collegio di Igon (località a due passi da Bétharram) a partire dal 1828 e la cui vicinanza suggerì al Garicoits la fondazione di una famiglia religiosa. Le Figlie della Croce – che oggi come ieri lavorano insieme ai padri betharramiti in Europa, America, Asia e Africa – si consacrarono al Signore per portare conforto a poveri e giovani: così anche suor Mainetti aveva a cuore il destino delle ragazze tanto che la sera del 6 giugno venne attirata su un sentiero proprio richiamata dalla richiesta di aiuto di tre giovani. Persino mentre queste la colpivano con diciotto coltellate, suor Laura assicurò loro il suo perdono. «Dopo 17 anni, la morte di suor Laura, è ancora un dolore che deve essere rielaborato – spiega l’arciprete di Chiavenna Andrea Caelli – Lo stiamo facendo a partire dalla spiritualità di questa religiosa, dai suoi silenziosi gesti di carità; la sua morte è stato un martirio perché già in vita aveva vissuto santamente».