Tanti auguri Villa del Pino!

Oggi 16 marzo Villa del Pino compie 24 anni. A questa data nel lontano 1992 infatti nasceva la casa-famiglia per persone in Aids promossa dalla congregazione del Sacro Cuore di Bétharram: un’esperienza dura che – nonostante tutto – i padri sono stati capaci di portare avanti con tenacia, a partire dal fondatore dell’opera Mario Longoni.

In un’intervista rilasciata a Presenza betharramita in occasione dei 20 anni di Villa del Pino, ricordava: «La Congregazione  vaticana dei religiosi aveva scritto agli istituti, invitando a mettere le loro strutture vuote e i religiosi disoccupati a disposizione delle nuove povertà (come carcerati, tossicodipendenti… ndr). È stato lì che il superiore provinciale, padre Francesco Radaelli, mi ha chiamato: Monte Porzio Catone, già casa dei nostri studenti di teologia, era vuota, con ancora una piccola comunità di padri e fratelli che s’interessavano alla vigna, ma senza una finalità precisa». «Convincere i confratelli a lasciare la casa a questa attività è stata una grossa battaglia. I tossicodipendenti, i detenuti, i transessuali, i gay… Essere accettati non è stato così semplice» continua padre Mario che però alla fine ce l’ha fatta: «Dal settembre 1991 mi sono trasferito a Monte Porzio, insieme a padre Giulio Forloni… Sul posto abbiamo trovato padre Anselmo Ghezzi (ora defunto e sostituito da padre Massimo Motta, ndr) e fratel Claudio Mantegazza».

E così l’ex seminario è diventato casa-famiglia e, in  questi 24 anni, molte cose sono cambiate: la malattia si è trasformata, i padri hanno maturato un’esperienza diversa e ormai anche la gestione della struttura è in mano a una cooperativa esterna… Eppure la straordinarietà di Villa del Pino continua: «Tutto è cominciato con una scelta vocazionale evangelica e tutto sta in piedi per quello. Se ogni mattina non ti dici che è così, se non lo fai per senso di carità vero, non ce la fai. Di fronte alla sofferenza e al senso della vita, al significato della morte, se non hai un credo – scritto con la maiuscola oppure no -, se non hai un progetto di ricerca d’altro da te, non ce la fai ad andare incontro a certe situazioni. E poi la ricerca porta in un percorso verso l’inedito, ciò di cui non sappiamo; un territorio inesplorato in cui si incontra un senso che non si possedeva».

Auguri Villa del Pino!