Un Natale ai confini del mondo

Dal nostro corrispondente in Thailandia, Giovanni Parolari

Pensiamo al 25 dicembre: pensiamo a questo giorno tanto atteso e unico; giorno di festa, giorno in cui è tradizione e occasione che la famiglia tutta intera si riunisca intorno alla tavola, vicino al presepe e all’albero di Natale.
Pensiamo al pranzo, molto abbondante di Natale, lo scambio di auguri e dei regali.
Pensiamo questo giorno speciale.
Forse ci siamo sempre immaginati che questo giorno sia uguale e identico ad ogni latitudine, l’unica cosa che può cambiare può essere solamente il clima e magari il menù stesso, in base a dove ci si trova!
Invece dall’altra parte del mondo come in molti paesi il 25 dicembre è un giorno come tanti altri!
Nella missione Holy Family Catholic Centre infatti la giornata ha inizio presto, verso le 6, sveglia per tutti, e ci si porta davanti alla grotta in cui è stato creato il presepe, piccola preghiera di inizio giornata e poi via, di corsa nel grande salone, posto al centro della missione per la colazione, a base di riso, carne e verdure, messi nei tipici piatti thai, e ovviamente non può mancare un piccolo spazio per mettere del peperoncino in polvere.
Più ci si avvicina al salone dall’esterno più si sente il ritmo dei cucchiai che toccano il piatto: la scena che si può svelare davanti ai proprio occhi sono tutti i bambini che seduti in modo ordinati ai tavoli fanno colazione, osservati e aiutati dalle ragazze più grandi che passano poi con le grandi ciotole con del nuovo riso. Finita colazione ciascuno dei bambini prende il suo piatto e le sue posate per uscire in veranda e lavare ciò che ha usato per poi metterlo ad asciugare all’aperto (sempre il tutto molto ordinato), dopo però aver preso la merenda per la scuola.
Come schegge impazzite corrono verso le loro camere per prendere il piccolo zainetto e ci si raduna poco dopo davanti all’ingresso principale della missione, divisi in 8-9 file, per partire poi in una lunga fila indiana verso la scuola, che dista circa 2 km dal centro. Infatti la missione si trova su di una strada secondaria rispetto alla grande strada che da Bangkok, a sud, attraversa tutto il paese per arrivare a Mae Sai (a circa 10 km dalla missione) che segna il confine tra la Thailandia e il Myanmar.
Il tutto si svolge sempre in maniera ordinata, i bambini vengono accompagnati da 4-5 ragazze più grandi, si attraversa il ponte che supera la strada principale e si arriva nella grande scuola del paese dotata di campi di calcio, pallavolo, basket, di un percorso vita oltre che ovviamente di molte classi.
La giornata alla missione prosegue normalmente, le ragazze più grandi preparano le attività per i bambini al rientro da scuola a metà pomeriggio, altre puliscono e altre, insieme ad un gruppetto che arriva dai villaggi vicini lavorano nella scuola di taglio e cucito Ban Konthip sotto gli occhi attenti di Noy e Jim, che accolgono anche i visitatori che arrivano da tutto il paese e dai paesi vicini per acquistare il materiale prodotto al centro.
Ma c’è un qualcosa che richiama il Natale, per la missione si possono sentire attraverso alcuni altoparlanti delle note, della musica che anche uno straniero ben conosce: si sentono le note di canzoni di Natale.
I bimbi tornano da scuola, e inizia per loro il momento di ricreazione, giochi e attività, il centro ha spazi ampi e tutto è possibile, spazio alle iniziative!
Dopo cena ecco che in questo “angolo di paradiso” come è stata nominata questa missione da chi l’ha visitata nel corso degli anni, si respira l’aria di Natale, la serata è pronta per partire: tutti insieme camminano in tutta la missione fermandosi all’eterno di ogni edificio, davanti all’ingresso si dispongono i piccoli che vi ci vivono: si recita una piccola preghiera seguita da canti natalizi, e a conclusione di ogni fermata compaiono delle piccole scatole con sorprese dolci per i piccoli ospiti della missione.
Si esce poi dalla missione e si raggiungono anche le due tre abitazioni vicine, per concludere in quella della cuoca della missione dopo a conclusione di tutto i piccoli ricevono in regalo dolci e piccole bibite per festeggiare questo giorno.
Ecco il Natale dall’altra parte del mondo, a prima vista si potrebbe pensare e dire che un giorno trascorso e festeggiato così non sia Natale, ma forse lo stare insieme, il vedere questi piccoli che pregano, cantano e sorridono al ricevere le dolci sorprese, fa dimenticare tutto il resto e davvero si respira l’aria del vero Natale in comunione con tutte le persone che in vario modo stanno festeggiando questo giorno… unico.