Una nuova partenza, dieci anni dopo

di Giovanni Parolari

Dieci anni fa, esattamente quel tardo pomeriggio del 6 agosto 2008, mi ritrovavo seduto su un aereo che mi avrebbe portato insieme a un amico nel cuore dell’Africa.
Ricordo come se fosse ieri i timori e le paure che mi tormentavano nel momento in cui l’aereo iniziava a prendere velocità sulla pista: cosa avrei visto? Cosa avrei mangiato? Come sarebbe stata per me questa esperienza? Chi incontrerò? Come reagirò? L’unica certezza era che mi trovavo su quell’aereo per una promessa fatta ad una zia suora: sarei andato a trovarla il prima possibile alla sua missione.
Molto probabilmente non erano le premesse migliori per partire e vivere un’esperienza del genere, ma a distanza di molti anni devo ringraziare per quella promessa fatta. Dal quel primo viaggio nella terra rossa, infatti, molto è cambiato: quella prima visita è stata come uno schiaffo sul volto. Non ho realizzato subito ciò che stavo vedendo e vivendo in quelle due settimane, tutto era così diverso, così strano e quando finalmente la meraviglia e la curiosità sono svanite ho iniziato a capire.

A quella prima esperienza ne sono seguite altre sei in terra di missione e in due continenti diversi. Ogni viaggio ha portato con sé doni diversi, incontri, parole scambiate, conoscenza di nuove culture e modi di vivere. Ma  posso dire che nonostante sia le latitudini differenti sia i modi di vivere, ho sempre trovato un fil rouge che collegava le esperienze: quel filo rosso è l’accoglienza dello straniero, la presenza, la vita dei missionari e lo stupore di ciò che ho vissuto.

A distanza di dieci anni, mi trovo alla vigilia di una nuova partenza per un angolo di Africa nuovo per me, ma soprattutto non più come semplice esploratore ma accompagnando un gruppo di giovani che per la prima volta mettono piede nel continente. Mai avrei pensato che dieci anni dopo quel primo volo sarei ripartito per portare dei giovani che vivranno un’esperienza simile a quella che ho avuto io alla loro stessa età.

Non mi porto dentro tante domande, forse perché sono impegnato ormai da mesi nell’organizzazione, ma di sicuro c’è la curiosità di vedere le emozioni negli occhi di questi giovani che hanno deciso di trascorrere un’estate differente. Il resto verrà dato dagli incontri e dai gesti che ogni giorno riceveremo.

Auguro loro di vivere ogni istante con cuore libero e pronto ad accogliere: il resto verrà da sè!
L’Africa, nelle sue innumerevole sfumature, è impossibile da raccontare, la si può solamente vivere a pieno e lasciar fare a lei: solo così non rimane superficiale ma entra fino al cuore. Anche per me sarà una nuova partenza, diversa dal solito; non nascondo che avvicinandosi la data della partenza un po’ di emozione cresce in me.