Una parrocchia da Expo

 

Forse i padri non pensavano di essere tipi «da esposizione», eppure proprio la parrocchia betarramita di Sant’Ilario Vescovo nella periferia nord-ovest di Milano è stata scelta tra le 50 chiese contemporanee must da visitare in occasione dell’Expo. La lista è stata stilata dalla diocesi milanese che ha costruito un vero e proprio itinerario religioso per non perdere nemmeno una delle architetture rilevanti per l’arte sacra del XX secolo. La mappa del circuito è disponibile online sul sito internet dedicato (qui) e comprende opere di pregio costruite dal 1950 ad oggi, come la chiesa di san Francesco d’Assisi al Fopponino progettata da Gio Ponti, quella di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa di Giovanni Muzio e la nostra Sant’Ilario Vescovo, appunto. La chiesa di via Cechov (mappa) infatti – costruita tra il 1992 e il 1994 e affidata all’architetto Guido Maffezzoli – rientra nel progetto urbanistico voluto da Carlo Maria Martini, il quale continuò il Piano Nuove Chiese varato negli anni Cinquanta dal cardinal Montini (poi Paolo VI). La cappella è un parallelepipedo anonimo in cemento armato e travi a vista con una sola navata interna, il che le dà un tocco d’architettura industriale. I motivi di questa scelta estetica vanno ricercati nella storia della chiesa, che per anni, prima dell’edificazione in muratura, è stata ospitata in un capannone provvisorio; ma lo stile minimalista è anche un modo per accogliere con umiltà i fedeli del quartiere e favorire la preghiera. Come suggerisce il nome stesso dell’iniziativa, Chiese contemporanee non può che essere all’avanguardia: infatti in questi sei mesi ogni chiesa espone una targhetta elettronica leggibile via smartphone, capace di attivare un’audioguida con tutte le informazioni del caso. Buona visita!