Il film su Martini, cardinale amico dei betharramiti

L’anteprima riservata alle autorità si terrà domani sera nel Duomo di Milano: un luogo e un giorno simbolici per Carlo Maria Martini la cui vita sarà ripercorsa sullo schermo del film di Ermanno Olmi dal titolo «Vedete, sono uno di voi». Proprio il 10 febbraio 1980 infatti Martini faceva il suo ingresso come arcivescovo di Milano, un ruolo che avrebbe ricoperto fino al 2002 lasciando un ricordo indelebile nella diocesi. Il documentario di Olmi comincia dalla camera all’Aloisianum di Gallarate dove il cardinale ha combattuto contro la sua lunga malattia. Da qui il regista parte per ripercorrere la biografia di una figura fondamentale del Novecento, grande biblista capace di interpretare il presente e uomo carismatico non esente da dubbi che alla Milano della violenza (quelli gli anni dell’assassinio del giudice Galli e di Walter Tobagi) risponde con il dialogo, istituendo persino la Cattedra dei non credenti. Nel film prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà con Rai Cinema, si rivedono la visita a San Vittore, l’incontro con i detenuti, il battesimo per la figlia di una brigatista e le armi che i terroristi gli fanno avere in tre grosse borse in segno di resa. Pezzi di storia che non sostituiscono però il ricordo privato che moltissimi hanno di lui. Proprio per raccontare un Martini lontano dai riflettori, la fondazione a lui dedicata ha organizzato un evento (18-19 febbraio; piazza San Fedele 4) per raccogliere lettere e foto private del cardinale che saranno scannerizzate, messe online e restituite al proprietario. Senz’altro anche i betharramiti potrebbero aderire a questo progetto, condividendo la loro bella esperienza con Martini, iniziata grazie all’ex provinciale padre Francesco Radaelli con il quale l’arcivescovo pubblicò diversi libri e rimase sempre molto amico. Il cardinale visitò più volte le comunità dei padri di Garicoits, dal santuario della Caravina alla casa-famiglia “Villa del Pino” per persone in AIDS, un’opera che  Martini ammirò sempre.