Villa Arconati ufficialmente aperta anche per le missioni

Un pomeriggio che è arrivato al cuore dei partecipanti, quello di ieri, sabato 13 maggio, incorniciato da una giornata di sole e dalle suggestive stanze della settecentesca Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, vero gioiello a nord di Milano. Proprio qui, infatti, ha preso il via la mostra fotografica «Al cuore nero del mondo» del fotoreporter Vittore Buzzi sulle missioni betharramite in Repubblica Centrafricana, già realizzata da AMICI Betharram Onlus con il centro di comunicazione Betagorà e ora in collaborazione con la Fondazione Augusto Rancilio, l’associazione Vivere Castellazzo e la parrocchia betharramita San Guglielmo. Scatti alla ricerca della luce che immortalano l’impegno trentennale di co-progettazione di questi sacerdoti con la gente del posto, in una missione che è di aiuto agli altri ma sopratutto di condivisione. «Questa è una storia che ha a che fare con le minoranze, – comincia il moderatore  Roberto Beretta, dopo i saluti istituzionali di padre Egidio Zoia, dell’ingegnere Rancilio e degli assessori al bilancio e alla cultura del Comune di Bollate  – Si tratta di pochi uomini, appartenenti a una piccola congregazione, che scelgono di vivere in uno dei Paesi più poveri al mondo. Eppure in trent’anni questa minoranza ha fatto moltissimo: 50 scuole di villaggio, un ospedale che è punto di riferimento della zona e un centro per persone in AIDS che è il migliore del Paese; e poi progetti agricoli, pozzi, ponti». «I missionari hanno fatto davvero tanto nel Paese, – conferma Giovanni Parolari a nome di AMICI Betharram Onlus – non solo per l’eccellenza delle strutture. Sono diventati un punto di riferimento per un’intera regione e non se ne sono mai andati, nemmeno durante i momenti peggiori di guerra civile quando gli sfollati invadevano la missione, unico posto sicuro… Il vero spirito del missionario esce in situazioni drammatiche, come quella che proprio in questi giorni si rivive nel Paese». Anche Vittore Buzzi si è affezionato a questi irriducibili: «Io ho potuto fotografare quel che ho fotografato grazie alla gente che mi ha permesso di entrare nella sua casa e grazie ai missionari che tanto hanno fatto per la popolazione. Io i betharramiti li chiamo i reparti speciali della Chiesa cattolica, al lavoro in un mondo di frontiera. Oggi giungono notizie poco confortanti dal Centrafrica e io penso a loro – Tiziano, Beniamino, Angelo, Mario e Arialdo, il fondatore della missione. Spero di abbracciarlo presto e fumarmi un sigaro con lui».

LA MOSTRA È VISITABILE DOMENICA 14 E 21 MAGGIO ORE 10,30-18

VILLA ARCONATI – SALA DELLE CARROZZE

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