Volontariato è: Francoise, una nonna per 100 bambini

Per la rubrica “Volontariato è…”, pubblichiamo un articolo di Françoise  che da 9 anni trascorre da uno a tre mesi presso la missione betarramita Holy Family Catholic Centre in Thailandia.

 

Conoscete Ban Pong?
Forse, attraverso queste pagine qualcuno ne avrà sentito parlare ultimamente.
Se penso a Ban Pong per me è un luogo magico in Thailandia, Paese bello ma con le sue grandi contraddizioni, in cui la vita familiare è complicata e difficile, ma – nonostante questo – un luogo magico dove i bambini sono felici di vivere.
Anche io fino a pochi anni fa non ero a conoscenza di questo “angolo di paradiso”: infatti un giorno di 8 anni fa, stavo cercando in internet l’indirizzo del ” Secours Catholique” centro legato alla Caritas di Parigi, e mi sono ritrovata sulla pagina dei contatti di una parrocchia a Buc nel quale si parlava di un associazione “A tout coeur” che sosteneva una missione vicino a Maesai nel nord della Thailadia.
Dopo aver lavorato per 11 anni con l’Università di Medicina di Chiang Mai e l’Istituto Tumori di Bangkok come ricercatrice del Centre national de la recherche scientifique (Cnrs), la Thailandia è un Paese che non mi era nuovo.
Ho trovato in internet l’indirizzo mail di padre Alberto Pensa, l’ho contattato e pochi giorni mi arriva la sua risposta: «Françoise, ti aspettiamo qui alla missione: sei la benvenuta!»
Da quel momento da 9 anni, trascorro da uno a tre mesi nel centro di Ban Pong, dove cerco di portare il mio (semplice) contributo specialmente nella boutique “Bankonthip” dove le ragazze più grandi, che non vanno all’università ma vivono al centro e alcune giovani e donne che arrivano dai villaggi vicini studiano e imparano l’arte del taglio e cucito. Creano e confezionano borse, portafogli, abbigliamento, oggetti decorativi, centri tavola e paramenti  ricamati a mano!
A Ban Pong, la giornata inizia presto per tutti, attraverso un momento nella cappella del centro (preghiera o celebrazione della messa).
Pace e gioia regnano in armonia: mi piace parlare di Ban Pong come “la casa della felicità dei bambini”: i più piccoli (dai 6 anni) si sentono amati e protetti, i più grandi (13-18 anni) seguono e aiutano i più piccoli, nei compiti, nel lavarli e nel vestirli fino nel tempo libero: è davvero una grande famiglia (100 bambini!) dove ognuno ha un posto.
I bambini, appartenenti in prevalenza della tribù Akha, tribù che popola i villaggi delle montagne , mi hanno soprannominata “API“, (che significa nonna) in effetti sono già nonna di 5 piccoli nipoti a cui aggiungo tutti questi bambini!
È sempre bello, è sempre una gioia poter ritrovare ogni anno questi piccoli e vivere in mezzo a loro!
Con le ragazze più grandi, che aiutano i missionari nella gestione del centro e nell’organizzazione delle giornata parlo un po’ inglese: esse sono molto impegnate nell’animazione che non manca in Ban Pong: queste ragazze sono attente, preparate e sempre presenti per i più piccoli.

La vita nel centro è  tranquilla e gioiosa, poco per volta anche una persona venuta da lontano viene coinvolta nella quotidianità  della missione.
Grazie a Noy e a Jim che lavorano, gestiscono e garantiscono il buon funzionamento di Bankonthip e della boutique, grazie ai missionari, a padre Alberto,  padre Subancha  e padre Sa-at che oltre alla conduzione del centro seguono una ventina di villaggi delle montagne; e un ricordo speciale a padre Pornachai, che lungo questi anni ho potuto incontrare e conoscere qui e ora opera nella comunità di Pau in Francia.
Un periodo qui alla missione di Ban Pong sarà pieno per ciascuno di gioia e serenità; e se si ha del tempo a disposizione non esitate a condividere la vostra vita con la vita di ciascuno di questi piccoli bambini e di tutti coloro che vivono qui: siete i benvenuti!
Si tratta di un esperienza unica e…. speciale!
Mi sento solo una nonna “arricchita” da questa esperienza, dall’accoglienza e dall’amore ricevuto.