5 anni di Francesco e 2 di docce betharramite

Sui cinque anni di pontificato di papa Francesco, scoccati proprio settimana scorsa, si è scritto e detto tanto. Anche per la famiglia betharramita questo anniversario è importante a livello globale, anche se per i padri argentini del Sacro Cuore ha un significato ulteriore. Nella parrocchia betharramita di Barracas a Buenos Aires, infatti, l’elezione di Francesco e le sue opere a favore dei più poveri hanno spinto i sacerdoti a fare qualcosa di concreto per coloro che rimangono ai margini della società. Così, quando il papa argentino ha aperto le docce per i senzatetto in Vaticano, i betharramiti di Buenos Aires hanno preso la palla al balzo e l’hanno imitato. Nell’agosto 2015 la parrocchia – insieme all’associazione caritativa Miserando e d’accordo col consiglio pastorale – ha ristrutturato i bagni per fare questo servizio. «Il bello di questa iniziativa – spiega padre Sebastian Garcia – è che le docce non sono un’attività propria della Chiesa: i volontari e le persone che si avvicinano a questo servizio non sono tutti cristiane, mentre chi ha ristrutturato i bagni è un ebreo che ha rinnovato gli spazi della parrocchia in modo completamente gratuito». Le docce sono state benedette e inaugurate l’8 marzo 2016, due anni fa esatti, e in una settimana hanno iniziato il servizio: da allora qui arrivano 80-150 persone ai quali viene offerto un bagno caldo, vestiti puliti, colazione con pranzo il sabato mattina e assistenza medica, psicologica e spirituale. «Con le docce non risolviamo il problema delle persone che vivono in strada – conclude padre Sebastian – ma vogliamo fare sempre di più per loro. Il prossimo passo sarà aprire laboratori artigianali in modo che coloro che si avvicinano alla parrocchia possano imparare un mestiere e praticarlo, magari con una cooperativa di lavoro organizzata. Quello che inizia come un semplice bagno, a lungo termine, vuole diventare un processo di umanizzazione e dignità di vita, nel mezzo di un sistema che lascia ai margini sempre più persone».