70 anni fa la morte di p. Luigino Gusmeroli in Cina

Era il più giovane e fu l’unico dei missionari betharramiti italiani a morire in Cina. Partito per lo Yunnan subito dopo la guerra e sei mesi dopo l’ordinazione, nel gennaio 1949, venne destinato al distretto sud della diocesi di Tali affidata dal 1922 alla congregazione, precisamente al centro di Chu Chula, nella zona delle etnie Lolo (o yìzu) e Lisu, dove l’evangelizzazione era iniziata ad opera del veterano padre Alfred Barcelonne. «Questo giovane padre è molto zelante – scriveva il vescovo monsignor Lucien Lacoste -. Porta un aiuto molto efficace, anche attraverso i consigli. Ha il cuore di un bravo missionario, con una certa semplicità, senza astuzie o secondi fini, e persino un tocco di candore».
La Cina era stata il suo desiderio di sempre e padre Luigino vi arriva quando già cominciano le persecuzioni comuniste che finiranno a breve nell’espulsione di tutti i missionari. Il 13 maggio 1951, festa di Pentecoste e vigilia della festa di san Michele, dopo la messa segue alcuni bambini che vanno a bagnarsi in un affluente del Fiume Azzurro e anche lui – vista la giornata molto calda – decide di tuffarsi. Il posto non è pericoloso, ma forse padre Gusmeroli (montanaro di Tartano) non sa nuotare, o forse viene preso da un malore improvviso; dalla riva lo vedono affondare, poi tornare in superficie, fare un cenno e poi scomparire di nuovo.
La sua morte crea profonda impressione nei confratelli, in Cina e in Italia. Si viene a sapere che appena due mesi prima in una lettera al vescovo aveva scritto: «Se lei permette, voglio offrirmi vittima per la missione (se il buon Dio vuole una vittima nell’attuale tempesta)»; monsignor Lacoste gli consiglia di «riflettere molto bene, di pregare e di far pregare». E infatti padre Luigi aveva chiesto alle suore cinesi che gli davano lezioni di lingua di pregare «per una sua intenzione personale molto importante». Il confratello col quale abitava lo seppellì appena dietro la residenza missionaria, perché il suo ricordo rimanesse tra i cristiani che di lì a pochi mesi sarebbero rimasti soli in mezzo alla persecuzione.