A Villa del Pino nella tentazione di non guardare avanti

La tentazione di non guardare avanti ma indietro, in basso, di lato, in alto o da qualsiasi altra parte pur di non pensare al futuro prende un po’ tutti, in questi tempi così bui e incerti. Anche la comunità di Monte Porzio Catone, chiusa tra le mura di una casa-famiglia che pure con un virus è abituata da 30 anni a conviverci, è stata lambita da questa tentazione che con trasparenza padre Mario Longoni racconta sul nuovo numero del notiziario Il Mosaico (potete leggerlo qui). «Anche noi – scrive p. Mario – abbiamo rischiato di rimanere invischiati nelle difficoltà e nelle preoccupazioni di quanto è avvenuto, dei possibili errori fatti, delle scelte mancate, dei progetti che non si sono realizzati, dei tanti “ma” e “se” di cui questo ultimo anno è stato pieno. Da oltre un anno abbiamo sospeso ogni attività e iniziativa del Mosaico, non abbiamo celebrato i momenti simbolici dell’Associazione, ed anche i volontari hanno sospeso il loro servizio in Casa Famiglia. La “casetta”, la dependance di Villa del pino è chiusa da quasi un anno perché i Corridoi Umanitari per l’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo politico sono chiusi, il salone per le feste dei bambini e per le riunioni dei gruppi o le adunanze degli scouts è chiuso da oltre un anno, anche la Messa domenicale nella nostra cappella è sospesa dalla scorsa quaresima. È facile  pensare di mollare tante responsabilità, che significa non lottare più per i progetti, non lasciarti più provocare dalla realtà, facendo il minimo che è richiesto. (…) Sinceramente vedo intorno a me tanti cuori stanchi come il mio. Eppure scegliere di guardare avanti è ancora un’ottima prospettiva. Scegliere di lasciarsi interpellare e provocare da ciò che ogni giorno accade, imparando a fare di tutto una lezione, esercitandoti nell’arte di ascoltare il cuore e andare dove ti porta».