Tra la nascita di Pier Giorgio Frassati e quella di Carlo Acutis passano precisamente novant’anni, eppure le loro storie si sono intrecciate domenica 7 settembre quando, in una piazza San Pietro gremita di persone, papa Leone li ha proclamati santi.
La loro storia di santità non è iniziata con grandi miracoli e visioni, ma con il coraggio di piccole scelte silenziose e quotidiane, è iniziata in un giorno qualunque, nell’ordinarietà dei loro anni di adolescenti impegnati tra la scuola, lo sport, il volontariato, gli amici.
Pier Giorgio, nato il 6 aprile 1901 a Torino, in una famiglia borghese di grande rilievo, cresce in un ambiente colto, eppure la sua vita trova senso alla luce semplice del Vangelo che si disvela tra le alture della montagna, la compagnia degli amici, la carità verso i poveri, lo sport e la preghiera quotidiana. Carlo, nato il 3 maggio 1991 a Londra in una famiglia agiata e facoltosa, cresce a Milano nella naturalezza di un adolescente di fine millennio, tra la passione per l’informatica, l’impegno nella scuola e nel catechismo, l’aiuto verso i poveri e soprattutto uno spiccato amore verso Gesù Eucaristia.
Il loro carisma educativo lo si è potuto respirare bene domenica 7 settembre in piazza San Pietro dove, tra gli ottantamila presenti c’erano anche migliaia di giovani che in Pier Giorgio e Carlo ritrovano due esempi autentici e coraggiosi di amore per Dio, per gli altri e per la vita. Sin dalle prime luci dell’alba tanti adolescenti e giovani si sono messi in fila per poter partecipare al rito di canonizzazione e, proprio come a Tor Vergata nell’agosto scorso, hanno mostrato il volto di una chiesa giovane che ancora e in modo sempre nuovo sa essere punto di riferimento per il mondo. Movimenti giovanili, parrocchie, scolaresche e gruppi laicali hanno voluto testimoniare la bellezza di abbracciare un modello di fede concreto e vicino alla vita di tutti i giorni. Papa Leone, durante la celebrazione si è rivolto direttamente ai giovani esortandoli a non sciupare la vita e a farne un capolavoro, un invito a vivere con passione e consapevolezza, prendendo ispirazione da due testimoni di santità moderna.
Tra gli ottantamila presenti anche alcuni giovani della parrocchia di San Francesco a Pistoia che ci hanno fatto dono della loro testimonianza.
Non capita tutti i giorni di partecipare ad una canonizzazione. Infatti è stato davvero emozionante.
Vedere la moltitudine di persone in fila già alle 6 di mattina è sorprendente, uniti tutti dallo stesso desiderio di volerci essere per Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati.
Riuscire a entrare in Piazza San Pietro di prima mattina è una vera e propria benedizione, siamo stati tantissimi, tra giovani e meno giovani, provenienti da tutte le parti della Terra.
Ho trovato un senso di pace nell’aspettare l’inizio della Santa Messa che non provavo da molto tempo, mi sono sentita felice e serena. È come se avessi sostenuto due amici -Carlo e Pier Giorgio- che ritengo in gamba (ed effettivamente lo sono), ed è bello sapere che sono proprio due ragazzi come me. Carlo addirittura ha quasi vissuto i miei stessi anni… non è incredibile? Tutto questo mi dà tanta speranza e voglia di crescere nella fede.
Ascoltare la loro biografia durante la Messa, meditare sulle loro parole e pensieri è stato d’ispirazione. Adesso, più che mai, è importante per me rivolgere il mio sguardo verso l’Alto. “Vivere e non vivacchiare.” (Flor)
Sono molto grata di aver partecipato a questo evento. È stato davvero emozionante assistere dal vivo alla canonizzazione di due giovani che, coltivando la loro fede fino alla fine, sono diventati un esempio da seguire. Con la loro semplicità, infatti, ci insegnano che non è necessaria alcuna ricchezza, alcun privilegio per seguire e vivere la parola di Dio.
È stato bello condividere questo giorno con così tante persone di diverse generazioni e provenienti da molte parti del mondo, tutte radunate in un’unica piazza per lo stesso motivo. (Isabel)
Ecco, allora che quelle di Pier Giorgio e di Carlo potrebbero essere le biografie di tanti giovani che conosciamo, che frequentano le nostre scuole, le nostre parrocchie, il gruppo di amici che vediamo ogni domenica al campetto del paese e i giovani studenti e lavoratori che affollano treni e autobus alle prime luci dell’alba. Non è strano, allora, pensare che la santità possa essere alla portata di tutti, donne e uomini chiamati ogni giorno a portare la propria testimonianza di vita e di fede nei luoghi abituali e consueti del mondo. La santità di Frassati e Acutis affonda le radici in una scelta precisa e radicale: mettere Gesù al primo posto in ogni azione, pensiero e decisione della vita. Il giovane torinese e il ragazzo millennial hanno scelto la condivisione invece dell’avarizia, la solidarietà invece dell’egoismo e la verità invece della menzogna. Ci insegnano che essere santi significa essere credibili laddove siamo chiamati a vivere ogni giorno.
Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, compagni di viaggio della scuola accanto, vicini di casa nella fede, amici in cielo ma dentro alle pieghe della storia. Straordinariamente giovani, semplicemente santi.




