Correva l’anno: la presa della Caravina 60 anni fa

Sono passati sessant’anni dalla presa della Caravina, il santuario mariano affacciato sulla sponda italiana del lago di Lugano che fu di fatto la prima comunità della congregazione intitolata alla Vergine. La chiesa – la cui fondazione fu voluta da Carlo Borromeo nel Cinquecento a partire da una miracolosa lacrimazione della Madonna ma di fatto come presidio ecclesiastico di confine – venne infatti affidata ai preti del Sacro Cuore dall’arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini proprio nel 1960. Durante l’estate di quell’anno furono i giovani seminaristi a sistemare i locali della Caravina e a rendere la chiesa pronta ad accogliere i tanti pellegrini che la frequentavano, soprattutto in occasione della festa della Madonna celebrata in tutta la Valsolda l’8 settembre. Sarà poi padre Mario Gandolfi a costruire una nuova e grande casa di fronte al santuario dove per un periodo si provò persino a trasferire il noviziato italiano della congregazione. Da qui, fino al 2003, anno in cui il santuario venne restituito alla diocesi ambrosiana, i betharramiti – la cui provincia italiana era allora giovane e in piena fioritura – hanno seguito la pastorale di questa zona complessa divisa in tante piccole realtà e frequentata da moltissimi turisti.