«Ecco il vaccino: e poi?»

di padre Egidio Zoia

 

La pandemia in questo periodo è l’argomento universale di dialogo e discussione, è sulla bocca di tutti e sui giornali di tutto il mondo; non si sa ancora bene cosa sia o da cosa sia stata causata ma hanno già trovato il vaccino per combatterla. Ma questo fino a quando? Con quali risultati?

 

Tutti naturalmente ci auguriamo che sia il rimedio giusto, come lo è stato per altre epidemie dei secoli scorsi: peste, lebbra, spagnola… Tutte, o quasi, sono state vinte dalla medicina che è in continuo progresso e anche stavolta si spera riuscirà a prevalere sulla malattia. Dopo quelle pestilenze si tornava alla ‘vita di prima’, alla normalità. Trovato il rimedio e passata l’emergenza, si ricominciava più o meno come prima! E ora, trovato il vaccino e superata l’emergenza, il mondo come sarà? Gli uomini cosa avranno imparato?

 

È vero che il male ci sarà sempre e i poveri non mancheranno mai, ma cosa si può fare per cambiare il mondo e diminuire i poveri? Lasciare ai potenti il compito e ai ricchi il rimedio? Anch’io sono nel mondo, anch’io ho qualche dote… E allora cosa posso fare? Contributo minimo ma anche il mare è fatto da tante piccole gocce. Non è  forse vero che se gli uomini si amassero di più, se almeno i cristiani fossero più coerenti col Vangelo, se gruppi e gruppi di persone si unissero nel rispetto della natura, il mondo sarebbe più bello e ci sarebbero meno cause di malattie? Se tutti i credenti si unissero nel nome di Dio e fossero credibili, i non credenti si unissero nella ricerca di valori comuni, come la libertà e il rispetto della natura, quante ingiustizie scomparirebbero!

 

Non si conti solo sull’aiuto dei ricchi e dei potenti, perché troppi tra loro non hanno tempo di pensare a quelle cose tanto sono immersi nel loro egoismo e nelle loro ricchezze. L’Autore dell’universo, Principe della pace, vuole la collaborazione di ognuno per mantenerla: facciamoci costruttori di dialogo e accoglienza e cambieremo il mondo!