I betharramiti al telefono del servizio d’ascolto ambrosiano

Ci sono anche i padri betharramiti tra i religiosi che hanno risposto all’appello dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini, il quale ha invitato i sacerdoti e i consacrati a stare vicino e dare conforto alle persone in difficoltà in questo periodo di emergenza. Proprio a questo scopo la diocesi ambrosiana ha attivato un servizio di pastorale telefonica al quale può ricorrere chiunque senta il bisogno di un aiuto spirituale o un semplice dialogo. L’iniziativa si chiama “Pronto, c’è un angelo?” ed è rivolta – scrive l’arcivescovo – a «chi si sente solo, chi è tormentato da inquietudini e sensi di colpa, chi è ferito dalla morte, chi è angosciato dalla malattia, chi è logorato da una convivenza troppo noiosa… La fantasia devota si immagina gli angeli come persone con ali bizzarre, che non si sporcano mai, che sorridono e cantano sempre come esseri giulivi. Invece in questo tempo di desolazione gli angeli rispondono al telefono, ascoltano, condividono, pregano, benedicono. Talora anche piangono. Abbiamo trovato di questi angeli ordinari anche in giro per la nostra terra devastata dall’epidemia e si sono resi disponibili». Per sapere chi sono i sacerdoti e le persone consacrate disponibili per un contatto basta andare sul sito chiesamilano.it e consultare l’elenco dei nominativi corredati di tutti i recapiti. Tra questi ci sono i padri betharramiti Francesco Radaelli, Tarcisio Giacomellli e Giovanni Duca della comunità di Albiate e padre Egidio Zoia da Castellazzo di Bollate. Da Albavilla rispondono infine padre Alessandro Paniga e il Vicario per l’Italia Piero Trameri. «Siamo stati molto contenti – ci spiega proprio padre Piero – di aderire a questa iniziativa, soprattutto perché da tempo stiamo ragionando in questa direzione. Recentemente ho lanciato la proposta di trasformare le nostre comunità più anziane in “case dell’ascolto” (magari scrivendolo anche sui campanelli e sulle targhe dei nostri cancelli…) e sono convinto che il nostro apporto specifico come religiosi sia proprio metterci a disposizione delle persone anche solo per ascoltarle».